Arte e artigianato a Firenze

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Celebri opere d’arte conservate a Firenze affiancate ad alcune delle storiche botteghe artigiane fiorentine da  questo prende vita ‘AMA Firenze’ progetto promosso dall’Associazione OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte.


“Proprio sulla scia del momento di difficoltà causato dal Covid-19 – afferma Luciano Barsotti, Presidente di OMA  – OMA intende rafforzare il suo messaggio di speranza e di aiuto agli operatori turistici, alle botteghe artigiane e agli esercizi storici”.
Cinque video, disponibili sul canale YouTube di OMA (https://www.youtube.com/channel/UCetGOwe_e0oZTL4g6cXyn4g), approfondiscono l’opera d’arte e il lavoro artigiano che si ispira al repertorio storico artistico più famoso. Sono state realizzati a cura di Alessandra Bernabei, storica dell’arte e guida turistica da sempre appassionata di artigianato artistico che porta a conoscenza anche del proprio pubblico attraverso percorsi turistici dedicati alla visita delle botteghe artigiane fiorentine. I video raccontano la storia, la tecnica, gli aneddoti dell’opera d’arte e la bottega artigiana fiorentina per mantenere viva l’attenzione nei confronti del patrimonio artigianale, offrendo un valido strumento per la conoscenza e valorizzazione del comparto artigianale quale patrimonio da salvaguardare e proteggere, soprattutto in un momento di grande crisi come quello attuale.
Il dipinto di ‘San Girolamo nello studio’ del Ghirlandaio offre un collegamento con Giulio Giannini e Figlio. Alcuni elementi raffigurati, come i libri, gli inchiostri e lo scrittoio, ricordano infatti l’antica arte della scrittura e la carta marmorizzata, tecnica in uso ancora oggi nella bottega in piazza Pitti.
L’opera ‘Ritratto di Eleonora di Toledo col figlio Giovanni’, di Agnolo Bronzino, è collegata all’orafo Paolo Penko che nel  suo Pendente Melograna si è ispirato al frutto più popolare nell’arte tessile rinascimentale: la melograna dipinta nel vestito di Eleonora. Il dipinto di ‘Penelope al telaio’ di Giorgio Vasari, che si trova nel soffitto di una delle sale del Quartiere di Eleonora a Palazzo Vecchio, evoca il prezioso operato dell’Antico Setificio che dal 1786 muove telai con la medesima precisione e dedizione. È un dettaglio dell’ “Annunciazione Martelli” di Filippo Lippi,  in basso nel dipinto custodito nella Basilica di San Lorenzo troviamo un’ampolla, a richiamare invece la Moleria Locchi: la cui tecnica di realizzazione, la mola su cristallo, è oggi mantenuta viva dalla storica bottega.
Infine un’opera in commesso fiorentino all’Opificio delle Pietre Dure  si associa  a Scarpelli Mosaici, tra i pochissimi al mondo a portare avanti le tecniche del commesso di pietre dure.

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