Il mondo in una carta

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Chi non vorrebbe trovare l’idea giusta al momento giusto? Il digital designer Matteo di Pascale ha inventato come riuscirsi. Con le Creative Cards Intùiti, un gioco serio e al tempo stesso uno strumento potente per approfondire il pensiero creativo.

Intùiti nasce per vincere la sfida con i nostri blocchi interiori e consentire a ognuno di essere portavoce della propria libertà espressiva. Utilizzare Intùiti è come avere in mano un mondo in cui tutti sono realmente rappresentati. È un mazzo di 78 carte, composto da contenuti visivi e narrativi che sono una sintesi di Design, Tarocchi, Numerologia e Psicologia della Forma, e sono stati creati a partire da simboli che hanno ispirato l’umanità nei secoli e che hanno al forza di ispirare tutt’oggi.

Con più di 15mila pezzi venduti nell’ultimo anno sul suo sito, Matteo di Pascale, alessandrino classe 1987 e inventore di Intùiti, può ormai considerarsi un imprenditore. Ma prima di tutto è un Digital Product Designer e un creativo multidisciplinare. A lui abbiamo chiesto come ha utilizzato i processi che rendono questo strumento creativo, anche un gioco interessante, stimolante e coinvolgente: capace di creare dialogo e confronto affinché tutti diventino consapevoli delle opportunità e degli strumenti a loro disposizione, trovando risposte e supporto, le vere chiavi per i risultati e la prosperità creativa.

Formatosi a Torino e specializzatosi al Politecnico di Milano, Matteo ha costruito la sua carriera seguendo numerose esperienze professionali in giro per il mondo, e sempre nel campo della User experience design (UXD). “Parallelamente all’attività lavorativa ho però sempre trovato il modo di sviluppare i miei progetti: idee fuori dal comune che puntano soprattutto sul valore del contenuto rispetto ai trend commerciali”. Le carte Intùiti sono uno di questi. Lanciato nel 2013 attraverso la piattaforma di crowdfunding Kickstarter.com, era però rimasto fermo perché “non sapevo come continuare a produrlo. Mi ero rivolto a importanti case editrici ma ho sempre ricevuto risposta negativa. Così ho pensato: chi fa da sé fa per tre!”

Un anno e mezzo fa, il salto verso la completa indipendenza. Con il socio Andrea Binasco avvia la casa editrice Sefirot, attraverso la quale oggi produce non solo Intùiti®, ma altri prodotti per la creatività applicata: Fabula e Cicero, mazzi di carte per lo Storytelling e il Public Speaking, e UXBox, la prima academy online italiana focalizzata sulla User Experience.

La frequentazione dei campi professionali legati alla User Experience e allo User-Centered Design lo ha portato a maturare la visione di una filosofia progettuale per la quale la qualità prevale sulla quantità. Le sue invenzioni non si basano sulla logica del marketing, ma sono studiate per diventare soluzioni realmente utili e veicolo per aprire un universo di possibilità e di scenari da esplorare ed approfondire.

Matteo di Pascale, Digital Product Designer e inventore di Intùiti

Le carte Intùiti sono una sorta dei Tarocchi per la creatività. Sono frutto di un lavoro svolto per un corso al Politecnico di Milano: volevo creare un prodotto per la crescita personale e creativa. Il docente mi ha messo in contatto con Alessandra Mazzucchelli, allora affermata copywriter, che mi ha consigliato di prendere spunto dagli archetipi dei Tarocchi, uno strumento che fin da bambino conoscevo già molto bene. Le carte tradizionali sono metafore utilizzate da secoli, spesso criptiche, e io volevo comunicare quegli stessi significati in maniera più sintetica e immediata.

Intuiti va inteso come fosse un maestro di creatività. È come se uno avesse la possibilità di lavorare sui propri limiti creativi, sulle proprie difficolta, su come può funzionare creativamente. È come avere qualcuno che può insegnare come sentirsi. Quando faccio workshop e spiego l’utilizzo di intuiti lo spiego come una pre-creatività, quindi è tutto quello che ci succede prima di iniziare a lavorare su qualcosa”.

In tutto sono 78 carte, di cui 22 più importanti perché, come nei Tarocchi, si riferiscono a archetipi più definiti e generali. Sono state realizzate prima a china e poi digitalizzate. Ci sono voluti sei mesi per la loro definizione. “Ho iniziato dallo studio di differenti mazzi e autori per capire quale poteva essere l’essenza di ogni soggetto. Una volta trovato l’elemento che può rappresentare il senso più puro della carta, ho semplificato le figure creando dei disegni che potessero raggiungere il significato universale a livello intuitivo. Grazie poi alle tecniche di Gestalt, che è la psicologia della forma, ho raggiunto la definizione di immagini che ti fanno arrivare immediatamente a quell’informazione. In più, per potenziare l’accesso a ognuno, il messaggio è espresso tre volte: a ogni immagine è legato una breve favola e un imperativo (un consiglio) che ripetono il medesimo concetto attraverso linguaggi diversi: visivo, immaginifico e sintetico”.

Leggere Intuiti permette di iniziare conversazioni importanti con noi stessi, spesso difficili, contribuendo a mettere in discussione il modo in cui ci vediamo e perché non riusciamo a fare una determinata cosa, guidandoci come un mentore in un percorso di empowerment. Sono immagini forti e potenti create con la volontà di rendere visibile l’invisibile e dimostrare che solo rappresentando e includendo pienamente noi stessi, dietro archetipi e storie immaginifiche, la creatività può veramente fiorire.

Le Creative Cards oggi sono richieste e utilizzate anche dai formatori. “Nell’ultimo anno e mezzo stiamo crescendo molto con tutti i nostri prodotti creativi. Le nuove Storytelling Cards Fabula e Public Speaking Cards Cicero, aiutano ad analizzare, organizzare e costruire storie e discorsi nel modo più efficace. L’imprinting su tutto è la rottura dei paradigmi. Se uno spacca dei paradigmi e reagisce creativamente, le cose cambiano. Il nostro impegno con UX box ha invece condotto diversi giovani a trovare lavoro e per noi si è creato qualcosa di etico. La nostra mission è quella di continuare a fare prodotti ad alto contenuto che aprano dei mondi: è il punto di partenza di tutte le cose che facciamo”.

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