La mia mascherina sorride!

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Se, come sembra inevitabile, le mascherine saranno l’accessorio con cui dovremo convivere per i prossimi mesi, non sarebbe bello se un po’ ci rappresentassero e, non potendo farlo noi, affidassimo a loro il compito di sorridere e incoraggiare un sorriso di risposta da chi incontriamo?

Prima abbiamo imparato a conoscerne proprietà e caratteristiche, poi a districarci tra le regole che ne imponevano l’uso in alcune zone, ora le mascherine sono diventate – soprattutto in alcune regioni – un oggetto familiare, entrato nell’uso quotidiano.

Così, a Susanna Moggi, anima de Le Moschine Bianche, è venuta l’idea di renderle anche simpatiche per grandi e piccini. “Le mascherine tolgono un po’ di personalità, ma soprattutto creano un senso di dramma collettivo. Volevo che questo oggetto, che saremo costretti ad indossare per un po’ di tempo, diventasse un oggetto desiderato e non imposto” racconta Susanna, che per l’occasione ha trasferito la sua creatività, in genere concentrata sui cappelli, sulle mascherine. “Un grande impulso alla produzione me lo ha dato la mia amica Lucia quando mi ha detto: “Vedrai che le mascherine saranno il must have di questa estate… così ho pensato di mettere da parte, per un momento, la mia amata produzione di cappelli e dedicarmi a rendere piacevole questo… must have!”

E così, ecco l’idea: trasformarci con un po’ di leggerezza, anche in un momento così complesso, in animali simpatici e buffi. Gatto, koala, cane, coniglio e altri animali fanno capolino sulle mascherine, pronti a sdrammatizzare un po’ e ad aiutare anche i bambini ad accettare un accessorio insolito e scomodo. Per Susanna tutto è partito come un esperimento, con un materiale semplice – cotone color ecru –  inserti in pannolenci e particolari disegnati con pennarello nero per stoffa della Pebeo. Con attenzione all’aspetto pratico: le mascherine sono leggere e facilmente lavabili.

Mascherine un po’ speciali per persone un po’ particolari, come Susanna immagina gli amanti dello stile de Le Moschine Bianche. “Un po’ in tutto mi sono sempre sentita una “mosca bianca”: sia nella creatività (produco cappelli, ma sono poche le persone ad indossarli), che nella vita in generale (non trovo spesso riscontri circa il mio modo di sentire). È diventato “Le Moschine” perché ho immaginato che tutti coloro che acquistano le mie creazioni siano un po’ mosche bianche”.

E per trasformare le moschine in gatti, koala e coniglietti bastano un po’ di fantasia…e una mascherina!

 

 

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