Attenzione, per favore!

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Si tende a dare la colpa alla sovraesposizione agli stimoli, alla tecnologia onnipresente, alle richieste sempre più multitasking, fatto sta che chiedere concentrazione e attenzione ai più piccoli spesso è molto, molto difficile.

Qualche settimana fa il ministro per l’istruzione, Lorenzo Fioramonti, in un’intervista ha sollecitato una riflessione su come la scuola dovrebbe cambiare, coinvolgendo di più e obbligando di meno. “Chiedere a un bambino di 8 anni di stare seduto 8 ore non è il massimo”. Chiunque abbia a che fare con bambini lo sa: il livello di attenzione che ci si può aspettare da loro è condizionato dal bombardamento di sollecitazioni nel quale sono immersi. “Fin dalla nascita i bambini di oggi sono sottoposti a bombardamenti acustici, a stimoli multisensoriali continui, e si trovano a vivere rapidamente una sensazione dopo l’altra, a passare da uno stimolo all’altro, da un’attività all’altra. Il tempo dello stare, del sentire, del riflettere, sembra non esistere più” A sostenerlo è Donatella Celli, pedagogista, insegnante, consuelor sistemico e autrice del libro “Attenti, concentrati, presenti. Come aiutare i bambini a stimolare l’attenzione”, edito da Tecniche Nuove. Che continua: “Questo porta i bambini a essere sempre più veloci, a padroneggiare e utilizzare con una certa maestria i mezzi tecnologici, a conoscere e fare tante cose, a essere proiettati costantemente nel futuro, ma anche essere incapaci di vivere pienamente le emozioni, di far fronte a situazioni stressanti, di agire prestando attenzione, di essere consapevoli di ciò che vivono e sentono nel loro presente”.

Quali sono le strategie che si possono mettere in atto per aiutare questi bambini che sono sempre più distratti nei confronti dei compiti affidatigli, più confusi nel gestire il proprio tempo e le proprie attività, poco in grado di controllare stress e frustrazioni, veloci del fare e poco attenti al sentire, al vedere, all’ascoltare, al comprendere?

Il libro ha lo scopo di renderci consapevoli delle difficoltà che il bambino può incontrare e propone attività, giochi semplici e interessanti anche per i grandi, affinché l’attenzione possa essere stimolata ed esercitata rendendo più funzionali comportamenti e atteggiamenti. Il libro è rivolto a genitori, educatori e a tutti coloro che in qualche modo gravitano intorno al mondo dei bambini e sperimentano, anche con molta frustrazione,  la loro difficoltà di stare attenti e concentrati.

 

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