Baby sitter, quanto mi costi?

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Si torna al lavoro, si torna (tra pochissimo!) a scuola. E riparte, con la routine quotidiana, anche l’organizzazione di uno degli aspetti che nei primi anni vita dei figli richiede un grande dispendio di energie anche economiche: la ricerca e l’impiego di una baby sitter.

A fare un quadro della situazione di questo mercato in Italia è Yoopies, il sito che fa incontrare chi cerca un professionista (anche) in questo ambito e chi cerca lavoro. Dal suo rapporto annuale sul costo del baby sitting nel nostro Paese, emerge una sostanziale stabilità delle tariffe a fronte di un minore sostegno delle politiche statali e della ricerca di profili più specializzati, nuove competenze, mansioni diverse che aiutino l’intero nucleo familiare nella sua quotidianità.

Prima di tutto, si tratta di un mercato estremamente vario, in cui le regole del gioco sono definite, più che sulla base del CCNL – Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Domestico, sull’incontro tra domanda e offerta, che stabilisce una tariffa oraria che varia da regione a regione e ha un picco in corrispondenza delle grandi città. Lo studio di Yoopies si basa quindi sulle testimonianze delle circa 200 mila baby sitter iscritte al sito.

In vetta la Valle d’Aosta!

La relazione mostra come Valle d’Aosta (8,67 €/ora), Liguria (8,32 €/ora) e Lombardia (8,23 €/ora) rimangono le regioni con le tariffe più costose (8,03 €/ora); Puglia (7,38 €/ora), Molise (7,32 €/ora) e Basilicata (6,98 €/ora) quelle meno care. Come si desume dalla infografica completa con medie del baby sitting in Italia, per quanto riguarda le maggiori città, più modeste sono le tariffe di Salerno (7.07 €/ora) Taranto (7.57 €/ora) e Chieti (€7.68 €/ora), mentre in testa alla lista dei capoluoghi di provincia più cari si posizionano Bolzano (8,47 €/ora), Arezzo (8,46 €/ora) Milano (8,35 €/ora).

Baby sitting…e tanto altro!

Numero di ore mensili, numero di bambini da badare, spostamenti casa-scuola o dai vari corsi pomeridiani, aiuto nelle pulizie domestiche, cura di animali da compagnia, aiuto compiti; la lista delle variabili che influenzano la tariffa oraria di una tata sono numerose e dipendono dalle singole esigenze familiari. Oltre alle mansioni da svolgere durante le ore di servizio, si aggiungono alcuni requisiti sempre più richiesti che non si accompagnano ad un aumento delle tariffe orarie, ma valgono come punti in più per passare la “selezione” e ottenere il lavoro. I must-have che su Yoopies hanno registrato un aumento percentuale considerevole anche solo dal 2017 ad oggi sono:

● conoscenza dell ’inglese livello intermedio (+38%);

● attestato di primo soccorso e disostruzione pediatrica (+22%);

formazione ufficiale per diventare educatrice e assistente all’infanzia (+7%).

E senza trascurare arte e musica!

Analizzando gli annunci e le richieste dei genitori che abitano nelle grandi città – in primis Milano, ma anche Torino, Firenze, Napoli – si scopre che stanno prendendo piede anche nuove competenze richieste. Un fenomeno che parte dai Paesi anglosassoni e in particolare da New York, dove da tempo le famiglie puntano sempre più spesso sui benefici delle discipline artistiche e creative: lo sviluppo del pensiero critico, della fantasia, della coordinazione motoria. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sono molte le piattaforme dove cercare una artist/musician nanny o dove trovare baby sitter che siano contemporaneamente professioniste dei beni culturali e che portino i bambini in gita nei musei. Il trend sta arrivando, molto lentamente, anche in Italia e su Yoopies compaiono i primi genitori alla ricerca di baby sitter con capacità artistiche o musicali da trasmettere ai bimbi in modo informale e all’interno del contesto domestico, disposti a pagare una tariffa oraria maggiorata , che si aggira intorno ai 15/18 euro l’ora.

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