Competenza e creatività in cartoleria

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A Como, due sorelle al timone di un’industria che si occupa di grafica, stampa, confezionamento e allestimento di prodotti cartari, Le carte di Betilla. Parole d’ordine: competenza e tanta creatività, con una linea pensata proprio per le cartolerie.

Nel 2002, a Como, le sorelle Betta e Camilla Roncoroni hanno l’idea di trasformare in lavoro la loro passione per la carta e per materiali meno noti. Alle spalle una lunga e fortunata storia aziendale familiare nel mondo dell’imballaggio industriale, di impronta fortemente maschile. Il segreto? Mostrare questi materiali con la loro valenza estetica oltre che funzionale e dare importanza anche alle piccole produzioni che si ispirano ad una forma intramontabile di artigianato. Le carte del campionario e le carte create “su misura” offrono un’ampia scelta tra carte base, per lo più derivanti da riciclo, accoppiate a un’ampia gamma di materiali quali alluminio, garze di cotone, garze di polipropilene, tessuti, rafia, film plastici, juta, reti di fibra di vetro, e le carte politenate, paraffinate, bitumate, apprettate, rinforzate. Una produzione che si è rivelata un successo. Perché? Ne abbiamo parlato con Camilla Roncoroni.

La vostra è una storia familiare prima che aziendale. Ce la racconti.

Ho tra le mani carta e accoppiati di vario genere sin da piccola: l’odore (per me quasi un profumo!) del bitume e delle colle viniliche mi sono del tutto familiari! Mio nonno fondò un’azienda di materiali per imballaggio industriale intorno agli anni ’40 che continuò a esistere sotto la guida di mio padre e di mio zio fino ai primi anni 2000. Quelli sono gli anni della scelta mia e di mia sorella su cosa fare da grandi: l’azienda viene venduta, bisogna inventarsi una nuova strada ed è una spinta naturale rimanere nel modo della carta. Decidiamo allora di trasformare ciò che avevamo sempre fatto per gioco nel nostro lavoro: produrre “strani” materiali da imballaggio che hanno una chiara valenza estetica (e non solo tecnica) in grado di  qualificare l’involucro del prodotto  o il prodotto stesso. È così che nel 2002 nascono le carte di Betilla, le nostre carte, di Betta e Camilla.

Come avviene il processo di produzione?

I nostri materiali vengono spesso scambiati per prodotti artigianali, probabilmente per l’aspetto inusuale e per l’attenzione al dettaglio che li caratterizza. La produzione della maggior parte dei nostri prodotti stesi, invece, avviene industrialmente tramite macchinari che accoppiano o trasformano la materia prima in bobina. Diversamente, in caso di piccole o piccolissime produzioni, cerchiamo soluzioni realizzabili anche manualmente.

Come si integra la parte industriale con quella manuale?

Quando il foglio steso deve essere trasformato in manufatto finito, biglietto da visita, invito, tovaglietta, confezione, sono i quantitativi e le caratteristiche del prodotto a determinare la scelta tra lavorazioni totalmente o parzialmente manuali, o lavorazioni il più possibile automatizzate. Negli anni abbiamo creato una fitta rete di collaborazioni fidate che ci consentono di sperimentare continuamente nuove soluzioni.

Quanto è difficile l’innovazione in questo settore?

La parte più complessa dell’innovazione in questo settore riguarda la possibilità di sperimentare accoppiamenti nuovi che, come spiegato, devono avvenire industrialmente. I macchinari, grazie alla tecnologia, sono sempre più innovativi, lavorano con velocità e su quantitativi che ci impediscono di gestire produzioni di nicchia, sia dal punto di vista logistico, sia da quello economico. Altra difficoltà è data dal fatto che la varietà estetica, corrispondente a una varietà di funzioni, un tempo creata dall’utilizzo di supporti differenti fra loro (per esempio garze di cotone, reti di fibra di vetro, fili di nylon, etc), oggi è livellata sull’uso di materiali sempre più tecnologici che, grazie alla sola variazione di densità, per esempio, conducono a soluzioni tecnicamente differenti, ma non più esteticamente interessanti! Ma passi innovativi interessanti e necessari si stanno facendo nella direzione di utilizzo di materiali ecocompatibili e a basso impatto ambientale.

Quali circuiti commerciali raggiungono i vostri prodotti?

Il nostro campionario dei prodotti stesi è destinato a tipografie, stampatori, confezionisti, allestitori che trasformano la materia prima in prodotti finiti in base alle loro esigenze, oppure ad agenzie e distributori che offrono ai loro clienti un supporto nuovo. Quando, invece, forniamo noi il prodotto personalizzato i nostri clienti sono aziende, privati, ristoranti, organizzatori di eventi. Chiunque voglia avere un supporto alla propria immagine. La terza via, quella più recente, è stata l’introduzione di una piccola collezione di prodotti con il nostro marchio, destinati a negozi selezionati: cartolerie, librerie, concept store, negozi per la casa, fioristi.

Il tema della sostenibilità ambientale è una vostra priorità?

Assolutamente prioritario nella mia quotidianità! A livello lavorativo l’impegno in questo senso è totale sia nella scelta, dove possibile, di materiali ecocompatibili, sia nel riuso di prodotti destinati a diventare scarti (a volte cartiere o produttori eliminano bobine e bancali che per i loro usi risultano difettosi, mentre per noi risultano particolarmente interessanti!). Penso si debba lavorare tanto nella lotta allo spreco e nella corretta differenziazione dei rifiuti. Ognuno può dare il proprio apporto.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Sostenibilità, scrittura, bellezza: sono tre parole chiave evidenziate per questo nuovo anno. Il tema del riciclo e della sostenibilità è centrale nei miei progetti futuri e sto lavorando su questo fronte in diverse direzioni. La scrittura a mano: è un tema fortemente legato alla carta e per quanto sia un atteggiamento da “salmone controcorrente” mi piace continuare a pensare a prodotti che obblighino la persone a fermarsi un attimo e a riprendere la penna in mano! E, infine, la bellezza: dovrebbe essere un tema caro a tutti, coltivato e perseguito attraverso la creazione di prodotti e idee che vadano nella direzione del buon gusto, della cura del dettaglio, sempre nel rispetto del valore riconosciuto di un’artigianalità italiana.

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