Un bijoux… di illustrazioni

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Disegni e gioielli apparentemente scaturiti dal disordine, ma frutto di metodo e rigore: Eleonora Fiori e l’arte di raccontare storie attraverso colori e forme geometriche.

“Un po’ fuori dagli schemi e con una parvenza di caos, ma che in realtà segue regole molto rigide”: Eleonora Fiori – designer di gioielli e illustratrice – definisce così il suo lavoro. Diplomata come fashion designer e progettista di collezioni, alle spalle non ha alcuna scuola del gioiello. Se la passione per l’illustrazione arriva grazie agli studi di moda, con le prime nozioni di grafica e illustrazione, il colpo di fulmine per i gioielli scoppia durante l’esperienza lavorativa come responsabile dell’ufficio stile bijoux di Marni. Un vero e proprio rodaggio che le ha permesso di conoscere il mondo del gioiello, mai considerato prima di allora. È in questo periodo che Eleonora apprende le basi artistiche e creative, assieme a tanta tecnica, per poter concepire e costruire da zero una collana. Così, inizia un percorso che, di pari passo con quello dell’illustrazione, la porta a creare una sua personale linea di collane e bijoux, contraddistinta da una perfetta armonia tra colori e geometrie.

 

Come definisci te e il tuo lavoro?

Sono una persona creativa, che allo stesso tempo segue uno schema ben preciso. Nel lavoro sono molto esigente con me stessa: ciò significa essere alla ricerca dell’ispirazione migliore per un’illustrazione e della perfezione in ogni dettaglio nella creazione di un gioiello. In questo campo, la creatività è sicuramente un ingrediente fondamentale, ma lo è ancora di più l’avere una base di studio quotidiano, assieme all’esperienza sul campo di ciò che si progetta. Nelle professioni in campo creativo, come nel mio caso, non ci si può improvvisare. Il mio lavoro segue delle regole rigide che impongo a me stessa in ogni progetto, anche se poi mi piace definirlo un po’ fuori dagli schemi e con un’apparenza di caos.

Il mondo del gioiello è, apparentemente, ben lontano da quello dell’illustrazione. Come sei arrivata a unire le due cose?
La mia esperienza di lavoro per Marni nell’ambito dei gioielli – e non mi stancherò mai di ripeterlo – è stata fondamentale: mi ha insegnato l’importanza dell’ispirazione, della ricerca dei materiali e il gusto dei colori. È stato ciò a creare il mio profilo, facendo sì che questi due mondi, apparentemente così lontani e diversi, avessero un fondamentale punto di incontro: l’arte, che di base è il denominatore comune di entrambi i campi. L’arte miscela alla perfezione questi due ingredienti, aiutandomi a seguire un filo conduttore come se fosse una formula matematica: “ciò che si può disegnare si può indossare”.

Come nasce un tuo bijoux?

Le mie creazioni, che siano illustrazioni o gioielli, partono dalla ricerca. Qualunque cosa stia per progettare, un mio bijoux parte da un materiale particolare che mi colpisce, attorno al quale ricamo una storia. Quando creo un gioiello, come anche un’illustrazione, il mio scopo principale è infatti quello di comunicare e raccontare qualcosa. Una collana nasce da un’idea di base: una storia che immagino e che voglio narrare. Ogni collana ha infatti un suo titolo e un suo nome: questo è il punto di partenza. Poi ricerco i materiali, resine vintage, plexiglass e altri componenti, selezionandoli come fossero i protagonisti del racconto: a volte sono delle spille vintage dalla forma di animale o di qualunque altra cosa. Quello che faccio è sceglierli e assemblarli con cura e chiarezza, in modo che l’idea di partenza, e la storia che ne segue, possano rimanere il più fedele possibile all’interpretazione fisica che ho scelto.

Per quanto riguarda le tue illustrazioni, invece, hai un approccio diverso?

Anche un disegno non è altro che una storia da raccontare: anziché indossata, come nel caso di una collana, è disegnata e, nel mio caso, è digitale, a colori e immediata. Il momento che amo di più nella creazione di una mia illustrazione è la parte di ricerca di immagini che mi ispirano di più per creare il disegno e la storia che ci sta dietro. A differenza dei bijoux, con le illustrazioni mi sento molto più libera di osare: essendo immaginarie, per esempio posso utilizzare i colori più strani e il personaggio più adatto. Per le collane è più difficile, perché devo comunque adattarmi a ciò che riesco a recuperare nei mercatini o nei negozi di bricolage.

Che tipologia di strumenti utilizzi?
Per la creazione dei gioielli utilizzo principalmente pinze e tronchesine per bijoux della Labor, assieme a un trapanino. Per la minuteria, in generale mi affido al  Bepary Bijoux di Piacenza, negozio che ho scelto per la sua qualità e affidabilità. Una delle cose più importanti per le mie collane è anche il packaging, composto da una scatola di cartone rivestita, che acquisto nella cartoleria Sgorbati di Piacenza, oppure online su SelfPackaging, sito che offre anche un servizio di personalizzazione della scatola, assieme ad adesivi con stampato sopra il proprio logo o brand. Il resto della collana è solitamente composto da elementi vintage che trovo e acquisto nei mercatini di antiquariato. Per le illustrazioni, invece, trattandosi di immagini realizzate in digitale, non utilizzo nessun materiale fisico, se non un pc e un software di elaborazione grafica.

Hai dei committenti per i tuoi lavori?

Per quanto riguarda le illustrazioni sì, ho vari contatti che spesso mi chiedono di progettare disegni per pubblicizzare eventi o di utilizzare uno dei miei pattern per stamparli su tessuto. Al contrario, per i gioielli – a parte qualche mio strettissimo contatto – non ho alcun committente. Al momento non sento il desiderio di avere commissioni di collane personalizzate. Non amo produrre gioielli immaginati da altri, essendo questo un mio mondo, molto personale.

Ti capita mai di lavorare e collaborare con altre figure professionali?

Certamente! Mi piace molto lavorare soprattutto con altre persone e aziende. Collaboro con vari studi stilistici per la progettazione di inviti o di immagini per siti internet. Tra le mie conoscenze, ci sono poi tante ragazze creative che producono linee di abiti o accessori che a volte mi chiedono di realizzare dei pattern da stampare sui capi delle loro collezioni.

Hai nuovi progetti per il futuro?
Mi piacerebbe molto realizzare la copertina di un libro, o realizzarne uno –  io stessa – su come l’illustrazione diventa gioiello.

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