Una Virgola di poesia

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Virginia Di Giorgio racconta come la sua Virgola è nata dalla carta ed è entrata nelle vite delle persone che la seguono e presenta la sua nuova linea di stationery personalizzata.

Una molletta per i capelli che si trasforma nella Tour Eiffel, graffette che diventano gabbiani che volano sul mare, spille da balia che danzano come note su un pentagramma. Virgola è così, una sorpresa nascosta nelle cose di tutti i giorni.

Virginia Di Giorgio, illustratrice, 33 anni, fiorentina d’adozione ma eoliana di cuore, fa sognare con i suoi disegni poetici e creativi, che raccontano una storia partendo da un oggetto della vita quotidiana. Un orecchino, della carta straccia, un fiore: tutto può essere trasformato!

 Come nasce la tua passione. Quale è la tua storia?

Mi sono laureata in storia dell’arte medievale nel 2011, ma fino al 2013 ho avuto difficoltà nel trovare un lavoro attinente ai miei studi e nel frattempo ho fatto sempre altri lavoretti, come modella in un’accademia di pittura e scultura. Mentre continuavo a studiare, ascoltavo lezioni in inglese mentre posavo. Così arricchivo di conoscenza la mia passione di sempre, il disegno. Finché, dai miei acquerelli, ho realizzato la prima bambolina – la mia pupetta – fatta di poche righe e nemmeno un sorriso. Ed ecco Virgola. Ho iniziato dando “nuova vita” ai biscotti e qualche oggetto, poi ho sentito la necessità di un personaggio che potesse interagire con loro.

Quando ha iniziato a realizzare che Virgola stava diventando un progetto lavorativo?

Non appena ho iniziato a ricevere proposte lavorative. Ho avuto l’immensa fortuna di non dover mai cercare i clienti, che si sono avvicinati spontaneamente alla mia arte, e non ho potuto che accoglierli con entusiasmo.

Come è cambiato nel tempo il tuo lavoro: dalla carta al digitale. Con cosa preferisci disegnare? Nonostante il progresso e i molteplici strumenti digitali che hai a disposizione quale è il tuo rapporto con la carta?

L’amore per la carta resta il medesimo di sempre. Oltre all’aspetto sensoriale (udito, tatto, olfatto) ci sono dei gesti che il tablet o qualsiasi altro strumento tecnologico non restituisce in alcun modo. Ho però imparato ad apprezzare “il progresso” quando il mio compagno mi ha regalato una tavoletta grafica e la sua penna. Ho così scoperto che perdevo molto in termini di ‘emozioni’, ma acquisivo nuove competenze e soprattutto eliminavo problemi come lo strappo, la piega della carta o l’errore a penna. Ad oggi, credo che la tavoletta o il tablet siano strumenti quasi (quasi) fondamentali anche per chi disegna a matita. Confesso però che i primi schizzi nascono sempre su un foglio!

Coma nasce la tua linea personalizzata di prodotti per la cancelleria?

La mia linea stationery nasce dal bisogno di creare qualcosa di mio. Da sempre collaboro con brand importanti ma non avevo mai realizzato qualcosa dentro cui ci fosse solo una mia idea, dall’inizio alla fine del processo di realizzazione. Questa passività mi stava un po’ indebolendo, era da un po’ che ci pensavo, avevo voglia di fare un salto di qualità. Così, quasi negli stessi giorni in cui ci riflettevo, mi hanno proposto una collaborazione in cui sarei potuta essere l’unico direttore creativo! E seppur se con alcuni vincoli, finalmente era arrivato il momento di tirar fuori tutto ciò che avevo dentro. Quindi ho scelto la cartoleria, mio tallone d’Achille, e ho immaginato una linea trasversale, adatta a tutte le età e a tutte le “vite” che Virgola ha conosciuto. Sono tante e variegatissime le persone che mi seguono, per questo ho cercato di trovare un filo che le unisse. Spero di averlo trovato in qualcosa di minimale ed elegante, tutto però nel mio stile, tutto rispecchia l’anima di Virgola. Dall’agenda al planner da scrivania, dal calendario da parete ai quaderni, insomma tutto il necessario per i veri appassionati!

Un progetto totalmente indipendente di cui Virginia è molto orgogliosa. ‘Al momento è disponibile esclusivamente on line ma spero di poterla presto distribuire nelle cartolerie, sarebbe un sogno che si avvera!’

“Nel mio lavoro ho avuto tantissime gioie, forse le più grandi nei tatuaggi – ce ne sono quasi 300 che hanno come soggetto la mia Virgola – e adesso negli abbracci sinceri delle persone che mi incontrano e mi salutano come un’amica. Lavorare nel web ti fa credere di conoscere tanta gente, in realtà sei isolato in casa a mostrare la tua vita. Negli eventi, invece, incontro tutti. Quei “pixel” che compongono un nome diventano volti, voci, mani, occhi. E ci riconosciamo. Penso non ci sia niente di più bello.”

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