Disegnare il mondo

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Fra le varie attività che compongono la sua carriera artistica, Mario Camerini riconosce al disegno delle mappe, interamente fatto a mano, un ruolo fondamentale. La passione è nata a Rodi nel 1992, continua e si evolve attraverso iniziative nel mondo editoriale e nell’advertising.

Una vita dominata dalla creatività e dal movimento: Mario Camerini è nato a San Paolo del Brasile, nel 1953; dopo essersi trasferito con la famiglia a Milano, nel 1962, è entrato nel mondo dell’arte frequentando il liceo artistico di Brera e, a seguire, la scuola grafica di Lugano. Una volta terminati gli studi ha ampliato i propri orizzonti incontrando il mondo della musica e collaborando, come tecnico del suono e con un ruolo nell’underground milanese, con Eugenio Finardi e Alberto Camerini. È stato in quegli anni che ha disegnato per Eugenio Finardi il suo primo fumetto, cui ne seguirono altri, diario di un tour della Musica Ribelle. Dopo i primi anni di creatività su suolo italiano, Mario Camerini decise di trasferirsi in Brasile, dove si costruì una carriera nel mondo televisivo, editoriale e della comunicazione pubblicitaria. Tornato in Italia, continuò a lavorare in settori simili, producendo spot, come quello per Alfa Romeo, e diventando Tv producer. Ed è in questo momento che arriva la svolta che lo accompagnerà poi, a entrare nel mondo delle mappe. Con la giovane famiglia si trasferisce, nel 1992 a Rodi, in Grecia, dove torna all’illustrazione e comincia a disegnare mappe, come racconta a GEC nell’intervista a seguire.

Come è nata la sua passione per il disegno di mappe?

La mia passione per il disegno di mappe è nata a Rodi, in Grecia, dove ho vissuto per circa cinque anni. Vivevo nella città vecchia, monumento Unesco e in splendido stato di conservazione, tanto che le mura erano ancora intatte e la città anche: si presentava così come era nel 1500. Al tempo non c’era nemmeno una cartina turistica ed è stato così che ho avuto l’idea e preso l’iniziativa: ho deciso di farne una disegnata a mano. Io e una mia socia abbiamo così iniziato a vendere spazi pubblicitari alle realtà locali e abbiamo previsto, attorno alla cartina, una cornice che ospitasse le pubblicità di negozi, ristoranti e attività locali, disegnando anche queste a mano e trasformandole in vignette. L’idea ha avuto da subito un buon successo e ne sono seguite alte mappe, dedicate ad altrettante località della Grecia. Una volta tornato in Italia ho continuato a sviluppare lo stesso progetto e disegnare cartine simili dedicandole a città italiane. Ancora oggi me ne occupo.

Mario Camerini

Come nasce una sua mappa? Che metodo e quali strumenti usa?
Per preparare le mie mappe parto da una pianta semplice a due colori, simile a quelle di una volta delle pagine gialle, per fare un esempio; poi, aiutandomi con Google Maps approfondisco ogni singolo quartiere, disegnando a matita lo stesso numero di tetti e di prospetti che vedo nella fotografia della città di Google. Come tappa successiva passo tutto a china e dopo coloro con normali acquerelli.
Di solito disegno usando una matita 05 con mina HB e poi passo a china con Rapidograph 02, usando carta Shoellershammer nei formati da 50x70cm o 70×100 cm, scegliendo la dimensione in funzione della grandezza della cartina. Altre volte capita che usi pennarelli 01 e 02 indelebili, caratteristica necessaria perché se usassi pennarelli “classici”, passando con gli acquerelli si scioglierebbe il nero.

Chi sono i suoi committenti e come distribuisce le sue mappe?

Quando ho cominciato e fino a qualche tempo fa le vendevo ai Comuni, agli enti di turismo e a realtà simili, spesso istituzionali, ma oggigiorno sono economicamente più deboli e hanno molte meno possibilità. Trovo quindi più conveniente commercializzarle come avevo fatto a Rodi, con le pubblicità attorno, fatte a mano. Alle persone piacciono molto soprattutto perché sono fatte interamente a mano, cosa che oggi è molto rara, non se ne occupa più nessuno. Altre volte le disegno per qualche specifica azienda o per qualche editore che me la chiede, su ordinazione.

Nella variante con le pubblicità, come è organizzato il lavoro?

Di solito ci metto una quindicina di giorni a preparare una mappa, intendo solo il disegno, e poi una persona vende le pubblicità girando la zona. Subito dopo io, a mano a mano, mi occupo dei disegni delle pubblicità. In realtà credo di essere forse l’unico in Europa ad averne fatte più di cento, perché è un lavoro faticoso e pochi hanno la costanza e la passione per continuare dopo la prima. Come accennavo in precedenza, non uso strumenti di nessun tipo, sono interamente disegnate a mano libera.

Per i suoi disegni ha riferimenti artistici o legati al mondo della grafica?

No, non ho nessun riferimento, anche perché pochissimi disegnatori fanno questo genere di lavori e preferisco non guardare il lavoro degli altri per non influenzare in nessun modo il mio.

Si occupa anche di altri tipi di disegni? In quali settori?

Sì, disegno anche fumetti, che fra l’altro sono anche stati il mio primo amore; me ne occupavo all’inizio degli anni Settanta, ai tempi dell’underground milanese (Re Nudo, settimanale di musica Gong). Mi dedico anche a illustrazioni per l’editoria e graphic novel, di cui spessissimo sono anche lo sceneggiatore. Lavoro anche su quadri e insegne per locali realizzate su supporti in legno, che stanno fra l’altro tornando di moda. E nella mia carriera, quando vivevo a Rodi, mi chiamavano per dipingere murales in grandi alberghi sulla costa, interni di locali e moltissime insegne di negozi.

 

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