Una penna “spaziale”

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Dagli scritti di Leonardo alla Stazione Spaziale Internazionale (SSI) passando per il design di Pininfarina.

La penna Pininfarina Space (che proprio penna non è…) vanta sicuramente un curriculum vitae di eccellenza, la cui voce più recente è il premio Top Design Award, che le è stato assegnato durante il Big Buyer 2018.

Nel progettarla, i designer sono partiti da lontano, dal tipo di strumento che ha usato Leonardo Da Vinci, una ‘penna’ con la punta in argento che lascia la sua traccia  non con l’inchiostro ma ossidando il supporto, quindi la carta.

Pininfarina Space porta questa tecnologia nel terzo millennio. Realizzato completamente in magnesio, un materiale ultraleggero con elevate prestazioni meccaniche, si tratta di uno strumento per scrivere che non teme il tempo e non è soggetta a problemi di esaurimento dell’inchiostro o della grafite: la lega Ethergraf di cui è costituita la punta  infatti scrive per ossidazione. Il segno che lascia, nitido e molto simile a quello di una matita di grafite, non tende a schiarirsi con la luce e resiste al tempo.

Le sue caratteristiche lo hanno portato lontano, e non solo in senso lato, ma anche letterale. Pininfarina Space è stato donato all’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale durante l’ultima missione V.I.T.A. affinché gli astronauti – tra cui l’italiano Paolo Nespoli – potessero testarne il funzionamento in condizioni di microgravità, quando le penne realizzate in modo canonico non funzionano e i residui lasciati dalle classiche matite di grafite potrebbero diventare molto pericolosi per il sistema di filtraggio.

 

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