Non ci sono più le Barbie di una volta!

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La ricordiamo tutti la Barbie del secolo scorso, le cui uniche preoccupazioni erano avere sempre il giusto outfit, incastrare nella giornata i suoi hobby – dal tennis all’equitazione, dalla danza ai giri in decappottabile – , dedicare qualche pensiero al fidanzato, più ideale che reale, Ken? Beh, quella Barbie ormai da tempo non esiste più e nei pressi del suo sessantacinquesimo compleanno – che festeggerà l’anno prossimo – la bambola di Mattel è più giovanile e versatile che mai.

Nel corso degli anni Barbie, che si è sempre posta come modello ispirazionale, ha infatti interpretato con consapevolezza i cambiamenti del mondo e della società. Così oggi non è più soltanto la ragazza dai canoni fisici inarrivabili, ma anche una donna normale, con i fianchi arrotondati e proporzioni più comuni; non è più soltanto di carnagione bianca, ma si presenta alle bambine con ben 7 tonalità di pelle diverse. Un’evoluzione che è passata anche, e con grande convinzione, dal progetto Shero, che ha portato alla creazione di Barbie ispirate a donne influenti.  La filmmaker Patty Jenkins, la pittrice Frida Kahlo, la campionessa di scherma Ibtihaj Muhammad, la calciatrice Sara Gama, la ballerina Misty Copeland sono soltanto alcune tra le donne a cui Mattel ha deciso di dedicare una Barbie speciale, per mandare alle bambine un messaggio chiaro, sintetizzato dall’hashtag #PuoiEssereTuttoCiòCheDesideri.

Quest’anno alla lista di donne straordinarie a cui è stata dedicata una Barbie si è aggiunta Samantha Cristoforetti, pilota, ingegnera, astronauta e prima donna italiana presente negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Samantha ha commentato così l’onorificenza ricevuta da Barbie “Sono molto felice che oggi le bambole Barbie non soltanto rappresentino l’aspetto fisico e le proporzioni delle donne reali, ma che offrano anche una panoramica completa dei loro traguardi professionali. Spero che questo aiuterà bambine e bambini a immaginare il loro futuro senza sentirsi vincolati da limiti artificiali che non hanno più senso di esistere nel nostro tempo”.

E così il contributo di Barbie nel lungo percorso di effettiva parità tra i generi passa da una bambola, ma non solo; nelle iniziative portate avanti da Mattel c’è anche un nuovo progetto chiamato “Dream Gap Project”, il cui obiettivo sarà quello di accrescere la consapevolezza e l’attenzione sui fattori che ad oggi impediscono alle bambine di esprimere tutte le loro potenzialità.

Negli ultimi anni una serie di studi hanno identificato che già a partire dai 5 anni, le bambine sono meno propense rispetto ai maschi, a considerarsi brillanti e di successo e iniziano a perdere fiducia nelle proprie capacità. Stereotipi culturali, pregiudizi impliciti e le rappresentazioni a cui sono esposte attraverso i media rafforzano ulteriormente questa problematica. Negli Stati Uniti questo fenomeno è chiamato “Dream Gap”, ma situazioni simili si verificano in tutto il mondo.

Questi fattori limitanti hanno un impatto sulla capacità delle bambine di credere in se stesse e Barbie ha deciso di commissionare ricerche, accendere i riflettori su modelli positivi e chiamare a raccolta una vera e propria community a livello globale per supportare le bambine attraverso il Dream Gap Project.

Il concetto di Dream Gap è relativamente nuovo ed è indagato attraverso diversi studi, che coinvolgono specialmente le bambine fra i 5 e i 7 anni. In Italia Barbie ha deciso di fare la sua parte commissionando una ricerca al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, in collaborazione con il Centro di Ricerca Interuniversitario “Culture di Genere”.

Appuntamento tra un anno, quindi, per il risultato della ricerca. E per scoprire quale sarà il nuovo modello a cui Barbie avrà deciso di ispirarsi!

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