Piccoli capolavori di sostenibilità

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Si chiama Kei Kei ed è un progetto a chilometro zero dove materiali di scarto assumono valore evolvendosi in design: prodotti creati con tessuti riciclati e carta di alta qualità, tutti diversi uno dall’altro, unici e originali. Un’idea al femminile che si fonda sul valore della creatività come strumento per fare una vera attività di upcycling.

Siamo a Pesaro, nelle Marche. Chiara Pierucci è una graphic, paper e product designer che dal 2014 comincia a occuparsi – oltre che di progetti di comunicazione visiva – anche di prodotti che realizza rigorosamente a mano con carta e tessuti: un’attività di ampio respiro per i valori, gli obiettivi e gli strumenti utilizzati. L’abbiamo contattata dopo averla conosciuta a Milano a una manifestazione del FAI www.fondoambiente.it che ha raccolto gli artisti artigiani della carta, un’esposizione all’interno della quale le sue opere ci sono subito sembrate, per la cura e i dettagli, dei piccoli capolavori di sostenibilità.

Ma cominciamo dall’inizio, e sentiamo dalle sue parole come è nata questa avventura: “Prima di fondare il mio studio, mi sono sempre occupata di direzione creativa e progettazione, lavorando come product developer per marchi come Janet&Janet, Fabriano Boutique e Fabriano Cartiere all’interno del Gruppo Fedrigoni Spa, e ho lavorato – e tuttora continuo a collaborare – con note realtà della grafica, dell’illustrazione e del design”. Ed è da quelle esperienze che è nata la voglia di mettersi in proprio e di produrre oggetti fatti a mano, dai quaderni di diverse dimensioni, agli album, le card, le cornici, gli astucci e le pochette, creazioni che si possono trovare nei bookshop dei più noti musei in Italia o in negozi di design e librerie distribuiti in realtà selezionate lungo tutta la penisola e in alcuni paesi europei. Tutti creati con tessuti riciclati e carta di alta qualità, unici e originali, diversi l’uno dall’altro, dove ogni particolare è scelto con cura, dagli abbinamenti ai materiali – esclusivamente ecologici e sostenibili – dalla grafica al packaging. Un’attività del “fare” che si completa con quella più formativa che si esprime in workshop dedicati alla carta e alla legatoria: “esperienze sensoriali, un modo per rendere le mani libere di immaginare attraverso la consapevolezza del saper fare”.

 

La bellezza non è replicabile

Alla continua ricerca di una nuova vita da dare alla carta, ai tessuti, ai colori, Chiara sostiene che la bellezza non è materia replicabile, ma che risiede silenziosamente nella semplicità delle cose fatte a mano, curate in ogni dettaglio, ognuna diversa dall’altra, uniche e originali, proprio come ciascuno di noi. Ecco perché i suoi lavori sono una raffinata sintesi di esperienze di vita quotidiana e di passioni, in una visione unica del mondo che aspira a essere un modo di vivere e di intendere le cose che ci circondano, un modo “semplice, onesto, sostenibile e ottimista”.

Da scarto a materia: la filosofia dell’upcycling

Tutti i prodotti Kei Kei Studio sono prodotti a mano con tecniche tradizionali, ma con materiali insoliti: oltre alla carta si utilizzano tessuti naturali provenienti da laboratori e aziende, in quanto nella produzione seriale o su più larga scala è inevitabile produrre “scarti” che spesso però hanno ancora qualcosa da raccontare e se riutilizzati per scopi diversi assumono nuova vita. È la filosofia dell’upcycling, che ci spiega così: “è l’utilizzo di materiali di scarto, destinati a essere gettati, per creare nuovi oggetti dal valore maggiore del materiale originale. Ma a differenza del riciclo che permette di riutilizzare alcuni materiali per realizzarne di nuovi ed equivalenti ma che richiede grosse quantità di energia, seppur minore di quella necessaria per realizzare il prodotto ex-novo, nel caso dell’upcycling, invece, l’energia necessaria a creare un nuovo prodotto è nulla o molto bassa”.

Tecniche diverse, ma sempre nella tradizione

Per ogni prodotto Chiara usa tecniche diverse di produzione, ma in generale i metodi utilizzati sono quelli tradizionali, imparati come si faceva una volta stando “a bottega” da un artigiano di esperienza: “in particolare ho avuto due ‘maestri’ di legatoria, che mi hanno insegnato le basi del mestiere. Il resto lo sto imparando con l’esercizio, l’esperienza e anche tanta sperimentazione. Il fatto di utilizzare materiali particolari applicati con tecniche tradizionali credo sia la chiave che rende i miei prodotti unici e originali”.

 

La vera moda? Essere unici

Cosa chiedono i clienti e cosa quindi fa tendenza? “Generalmente i clienti non hanno richieste eccessivamente esigenti. Chi mi cerca è perché già ama ciò che faccio, e per questo lavoro moltissimo con il passaparola. Ma l’unica cosa che quasi tutti chiedono davvero è di avere un prodotto riconoscibile e che vada bene per loro, tagliato su misura. Non seguo tendenze, ho lavorato nella moda, ma il mio successivo spostamento nel campo del design è stato dovuto proprio a questo. Cerco di creare progetti e oggetti che siano fuori dal tempo e che possano durare per sempre, senza passare mai di moda”.

E a cosa si ispirano quindi le nuove collezioni? “L’ispirazione nelle nuove collezioni nasce principalmente dai materiali. Carte e tessuti originali vanno a creare serie di prodotti sempre nuove o create ad hoc per diverse occasioni o luoghi, come nel caso ad esempio della collezione nata per il Rossini Opera Festival utilizzando tessuti degli abiti delle opere rossiniane: ogni oggetto firmato Kei Kei Studio è diventato il portavoce di un personaggio diverso, con una sua storia e una sua personalità. Oppure altre volte nuove collezioni nascono dalle collaborazioni con realtà che mi contattano proprio per dare nuova vita ai loro “scarti” o archivi di tessuto, come è accaduto per la collaborazione con Wax Max e Eliana Lorena Milano”.

 

Lavorare al femminile e in team

Sono forse i due valori imprescindibili di questo progetto. Il primo gira intorno al tema dell’imprenditoria femminile, che cerca di porsi degli obiettivi ben precisi e di renderli concreti, senza però mai rinunciare a sognare. Che significa avere un certo vantaggio nell’essere concrete anche nello svolgere un lavoro creativo, e – ammette – “sarà per questo che praticamente quasi tutti i miei rapporti di lavoro e collaborazioni avvengono con partner sempre femminili”. E il secondo, correlato al primo, consiste nel valore di lavorare in team, perché “se ci si mette insieme, credo che possiamo essere capaci di grandi cose”. Ed è per questo che nel 2015 per Kei Kei Studio si è aperta una nuova strada: l’amore per i prodotti realizzati diventa creazione e ricchezza di vita collettiva, partecipazione insieme con altri a un lavoro: “la collaborazione rappresenta per me un modo di espressione e di ricerca, un rintracciare negli altri le linee che convergono in un progetto comune. Le azioni dei soggetti che partecipano sono guidate dalla passione per il rinnovamento, ognuno nel proprio campo di lavoro, perché scopo è che ogni oggetto esprima qualcosa: la mentalità, l’intenzione”.

 

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