Organizzare per mestiere!

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Il professional organizer, figura professionale ancora poco conosciuta in Italia, si propone per semplificare la quotidianità attraverso sistemi di organizzazione da applicare in casa o in ufficio. Elena Dossi, fra le prime sul campo, ci racconta come funziona il suo lavoro.

Non occorre arrivare ai livelli degli accumulatori seriali protagonisti di grottesche serie TV per sentire la necessità di un aiuto nel gestire l’ordine; anche solo aprire le ante dell’armadio e vedere i propri vestiti sovrapposti e confusi o riconoscere che lo spazio di casa potrebbe essere ottimizzato sono motivi sufficienti per cercare un aiuto, una figura professionale in grado di riorganizzare gli armadi, comporre calendari, insegnare a organizzarsi meglio, tanto in casa quanto al lavoro.

Un professional organizer, dunque, attraverso il suo contributo nel migliorare l’organizzazione della quotidianità agisce su più fronti, perché non solo contribuisce nell’impostare un metodo per “tenere in ordine”, ma libera dallo stress e porta serenità fra le pareti domestiche. Elena Dossi, di Rinchiudetely.it, spiega come si articola il suo lavoro, a chi si rivolge, quali strumenti usa e come si declina, fra corsi e lezioni individuali, il ruolo di professional organizer.

 

Professional organizer: cosa significa?

Il professional organizer è una figura professionale ancora poco nota in Italia, ma molto conosciuta e di grande aiuto in paesi come ad esempio gli Stati Uniti e l’Inghilterra. Infatti, secondo una ricerca americana solo il 12% delle persone ha l’ordine insito nel DNA, il restante 88% ci prova a tenere tutto in ordine, ma spesso i risultati non sono quelli sperati e così l’accumulo incontrollato e la disorganizzazione hanno il sopravvento.

Il professional organizer è un professionista che fornisce informazioni, assistenza e prodotti per aiutare altre persone ad organizzarsi meglio. Assiste chi si sente sopraffatto dal “troppo” a trovare equilibrio (anche grazie al decluttering), restituire ordine e massimizzare le proprie risorse. In sostanza a riprendere il controllo di ciò che li circonda, degli oggetti, del loro tempo e dello spazio.

Come piace dire a me, un professional organizer ti può aiutare a semplificare e vivere meglio la vita!

 

 Chi sono i tuoi committenti?

Principalmente lavoro con le donne, forse perché sono ancora le più sensibili al tema “organizzazione armadio” o forse perché sono le donne a essere ancora le figure preposte, almeno nella maggior parte dei casi, a prendersi cura della casa in tutti i suoi aspetti.

Sono donne spesso molto diverse, vanno dai 35 anni ai 55 anni circa, ma hanno in comune il fatto di vivere con difficoltà e ansia le proprie giornate, sentendosi soffocate da troppi oggetti e intrappolate in spazi lavorativi e domestici spesso inadeguati alle loro esigenze. Donne normali, come dico io, con tante cose da fare e poco tempo da perdere. Un lavoro, nella maggior parte dei casi una famiglia da gestire, ma anche con la volontà di sentirsi meno sopraffatte e potersi ritagliare del tempo per se stesse.

Per quanto riguarda le altre attività, la clientela è un po’ più young, ragazze che magari hanno letto qualche libro a tema e che vogliono approfondire ed entrare ancor più nel partico o che magari si sono trasferite da poco e hanno bisogno di trovare il loro metodo per tenere tutto a posto o ancora sono in una fase di cambiamento della loro vita ed hanno bisogno che anche la casa le segua in questo percorso.

Inoltre spesso collaboro con riviste del settore casa e realtà aziendali e insieme a loro promuovo diverse attività per raccontare i benefici di uno stile di vita più organizzato e il ritrovato piacere di vivere la propria casa.

 

Proponi anche corsi?

Sì, oltre al servizio on demand che si svolge a casa del cliente propongo anche corsi e workshop.

Ne ho uno dedicato nello specifico alla riorganizzazione dell’armadio che si chiama “Closet Organizing”, in una versione per privati e in una più declinata per le necessità di consulenti d’immagine e personal shopper che vogliono aggiungere questa competenza a beneficio di loro stessi e dei loro clienti.

Poi propongo un corso, sempre molto apprezzato dalle partecipanti, che si chiama “Home sweet home” e in cui, invece, viene affrontata l’organizzazione della casa in tutta la sua interezza. Piccoli accorgimenti per trasformare il posto dove viviamo in un nido accogliente che risponda perfettamente alle nostre esigenze, dove è piacevole rilassarci e ricaricarci dopo una lunga giornata di lavoro.

E poi mi sono inventata delle carte di organizzazione, le ho chiamate “Non farti il mazzo”. Uno strumento molto intuitivo e facile da usare per mettersi subito alla prova, ma senza quel senso di ansia e agitazione.

E, ultimo nato, il corso on line “Fai Spazio alla Felicità”. È pensato per che si sente oppresso dai tanti oggetti che ingombrano la casa e desidera semplificare e alleggerire la sua giornata per far fluire le energie verso una vita un po’ più serena; per chi è stufo di una situazione stagnate da troppo tempo e ha voglia di cambiare le cose e avere più tempo e spazio per riconnettersi con ciò che conta di più.

 

Quali sono gli strumenti utili per aiutare nell’organizzazione del tempo?

Penso che già una buona organizzazione dello spazio, che non ci fa perdere tempo alla ricerca di questo e quello sia un ottimo modo per organizzare meglio il tempo.

Poi, per esempio, io sono una fan dei tag e delle etichette colorate prima di tutto nell’armadio, ma anche in cucina e nell’ufficio. Non serve a nulla fare tante scatole, ad esempio in occasione del cambio stagione, se poi non si mette sopra un’etichetta con scritto cosa contengono. Le etichette e i colori sono un semplice quanto perfetto alleato per non perdere nulla di vista e per suddividere le priorità nelle cose da portare a termine.

Amo molto anche il modo carta, quaderni, check list di ogni tipo e le penne, ma non disdegno neppure l’aiuto che arriva dagli strumenti più tecnologici.

Per avere sempre sotto controllo gli impegni della giornata e della settimana non potrei mai fare a meno dei planner e delle to do list. Le mie preferite sono quelle di Legami, sono belle, colorate e usarle oltre a essere super utile è un vero piacere. Non è assolutamente da sottovalutare il potere dell’utilizzo di una bella cancelleria nella riuscita di una buona pianificazione del tempo!

Adoro anche fare la classica check list della spesa: fai la spesa nella metà del tempo, non riempi il carrello di “schifezze” e non rischi di scordare di comprare la casa più importante per cui sei andato a fare la spesa!

E poi da poco ho scoperto con mia grande gioia il Moleskine Smart Writing set. È l’evoluzione del classico quaderno Moleskine. Ma grazie a una penna particolare e alla specifica texture della carta è in grado di trasformare in digitale tutto ciò che viene annotato sul quaderno. Lo adoro sia nella versione taccuino che agenda, per non perdermi neppure un appuntamento, dato che si sincronizza direttamente con il calendario del pc o dello smartphone.

 

Quali sono le richieste più frequenti che ricevi?

Ho deciso di specializzarmi nell’aiutare le persone a migliorare la propria qualità della vita all’interno della dimensione domestica. Questo perché ho avuto modo di verificare in prima persona che anche se sul lavoro ci sono professionisti attenti, molto metodici e precisi non è detto che lo stesso avvenga anche fra le mura di casa.

In particolare l’ambiente per il quale è richiesto più di frequente il mio aiuto è l’armadio, principalmente per quattro ragioni:

  1. Perché l’armadio è quello che genera un flusso che assorbe più tempo, energia e denaro, basta pensare a quante volte sarà capitato anche a voi di acquistare una o due volte lo stesso capo perché avevate dimenticato dove era stato messo o che era stato già comprato.
  2. Perché per il 70% delle persone è identificato come prima causa del disordine.
  3. Perché nell’armadio non ci sono solo vestiti, ma anche emozioni, e questo aspetto in particolare rende molto difficile liberarsi da ciò che contiene benché non lo utilizziamo da molto tempo.
  4. Perché secondo me è il posto dove comincia la giornata, e se la giornata inizia in salita alla faticosa ricerca di un capo piuttosto che un altro, beh, inizia male…

 

Esiste un’associazione dedicata ai professional organizer? Come viene percepita la tua professione dal pubblico e a che punto è la sua conoscenza in Italia?

Sì, si chiama APOI – Associazione Professional Organizers Italia, e anche io ne faccio parte dagli albori.

Come dicevo è un lavoro ancora poco conosciuto in Italia, ma che indubbiamente affascina molto, anche perché siamo in un’epoca in cui le case sono sempre più piccole, riempirsi la casa di oggetti e vestiti (spesso superflui) è un attimo e il tempo una risorsa troppo preziosa da perdere. Secondo me il paragone più azzeccato è quello con il wedding planner, una professione che fino a 10/15 anni fa era poco nota e di cui poco si percepiva il valore e l’utilità, al contrario di ciò che accade oggi. Data l’esperienza positiva e in continua crescita dei paesi che ci hanno preceduto nell’introdurre questa figura fra i servizi utili e il prolificare di libri legati al tema dell’organizzazione, sono sicura che anche in Italia sarà una figura destinata a crescere d’interesse. Semplicemente il fatto che spesso, dopo un servizio on demand, ricevo bellissimi messaggi da parte delle mie clienti che mi dicono che per la prima volta dopo tanti anni quando entrano nella loro “nuova” casa non si sentono più stressate o sopraffatte, mi fa capire che sto facendo una cosa bella e utile.

 

 

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