Fiori o bambole fatate? Le Floraly Girls– ovvero Miss Poppy, Miss Lily, Miss Rose, Miss Iris, Miss Violet e Miss Petunia – si presentano in entrambe le vesti per divertire e profumare la vita con un tocco di primavera. Da Globo Giocattoli.

Oltre sette milioni di italiani, in pratica una persona su 8 nel nostro Paese, colleziona qualcosa. Si tratta di una passione che spinge i più tecnologici a frequentare siti internet di compravendita per scambiare doppioni e trovare pezzi rari, ma che porta ancora molta affluenza ai mercatini ed ai negozi specializzati, cartolerie incluse.

Pare che l’accumulo di oggetti per il puro gusto di possederli risalga al lontano 4000 a.C., quando gli uomini primitivi crearono le prime collezioni di strumenti in pietra non funzionali. Per i singoli individui, la tendenza alla conservazione e classificazione nasce naturalmente nella prima infanzia, con il risvolto psicologico della gratificazione, cura e sicurezza di sé. Il desiderio di possesso ed il perfezionismo sembrano essere le due spinte principali dei collezionisti, impegnati in corse, più o meno lente, verso un ideale di completezza.

I Farmy Balloon di Sbabam sono personaggi ispirati al mondo degli animali da fattoria che hanno la caratteristica di potersi gonfiare, rimbalzare e rotolare.

Cosa si colleziona

Sono diversi i motivi culturali, psicologici e antropologici che spingono a collezionare specifiche tipologie di oggetti, dai classici come le calamite da frigorifero, gli autografi, le farfalle ed i fumetti alle più moderne chiavette USB. Negli anni Ottanta impazzavano le collezioni di adesivi per le automobili, mentre un decennio dopo era la volta degli orologi Swatch, di tessere telefoniche e sorpresine negli ovetti di cioccolato.

Secondo una recente ricerca di Ipsos Explorer, la stessa che ha rivelato il dato dei 7 milioni di italiani collezionisti, gli oggetti più raccolti rimangono le monete (16%), i francobolli (12%) e le bambole (11%). Inoltre, una donna su sette raccoglie bijoux, cartoline, biglietti del cinema, scatole o oggetti d’arte.

Hatchimals CollEGGtibles di Spin Master sono piccole uova da schiudere e collezionare, contenenti simpatici personaggi, in colori e temi diversi, provenienti dal mondo di Hatchtopia, una terra nascosta piena di luoghi incantati.

Di curiosità sul collezionismo in giro per il mondo ce ne sono molte, celebre quella relativa a Imelda Marcos, moglie dell’ex dittatore delle Filippine: aveva una mania per le scarpe: quando fuggì dal Paese se ne portò via 2.000 paia, lasciandone altre 1.030 in patria. Una signora americana ha collezionato 8.026 orsetti di peluche, in Germania un uomo ha raccolto 9.400 vasi da notte, la più grande collezione di gadget di Hello Kitty appartiene ad un uomo giapponese di 67 anni, mentre una donna messicana, con i suoi 3092 oggetti, detiene la collezione di Harry Potter più grande del mondo. È di una italiana la più vasta collezione di etichette di abiti (2.180) ed è sempre tricolore la raccolta più grande di collezione di dischi in vinile colorati (1.180) e di etichette di acqua minerale (5.115).

Ediglam propone una piccola collezione che permette di portare sempre in giro il proprio unicorno: i finger puppet, ovvero soffici pupazzetti da dito in plastica. La confezione misura cm. 2,3×3,5×5,3.

Decidere di diventare sani collezionisti, innescando il processo di raccolta selezionata apporta una serie di benefici alla psiche umana. Cercare e reperire oggetti, classificarli ed assemblarli attiva infatti una serie di processi mentali come l’indagine, la ricerca, la valutazione e la scelta, con una conseguente ottimizzazione delle capacità di giudizio e decisione ed un potenziamento dell’intelligenza sociale.

Tra i principali plus dell’atto di collezionare c’è lo sviluppo dell’attenzione: viene messa in atto una sorta di meditazione concreta su uno o più oggetti che porta ad una variazione dell’attività elettrica del cervello con un conseguente senso di calma e benessere. Inoltre, il collezionismo aumenta la sicurezza di sé poiché collezionare equivale a possedere, ed il possesso è una trasmissione di affermazione, quindi di autostima.

 

 

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