Carnet di viaggio: i luoghi diventano poesia

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Ci sono tanti modi di vivere l’esperienza di un viaggio in una meta lontana. Quello di Maya di Giulio consiste nell’osservare i luoghi, lasciarsene emozionare e trasformare queste sensazioni in disegni con l’ausilio di una penna a china e degli acquerelli: il risultato sono dei carnet de voyage unici.

Riuscire a fare delle proprie passioni un lavoro non è né semplice né comune. Riuscire a coniugarne due, di passioni, e farle diventare un’attività lo è ancora di meno. Maya Di Giulio ci è riuscita: i suoi due grandi interessi, il disegno e il viaggio, l’hanno portata a diventare una “guida molto speciale per itinerari in cui il piacere di esplorare luoghi nuovi incontra quello di esprimere la propria creatività.

L’idea è nata dall’esperienza personale di Maya, che insegnava disegno per tessuti in una scuola professionale a Como e nel tempo libero viaggiava. Vent’anni fa, dopo aver conosciuto Avventure Nel Mondo, l’associazione culturale che organizza viaggi al di fuori dei canali di turismo organizzato, ne è diventata coordinatrice e ha cominciato ad accompagnare gruppi di viaggiatori in tutto il mondo. L’unica cosa che le mancava, in quei viaggi, era il tempo per mettere su carta quello che la colpiva. “Cercavo sempre di fermarmi a disegnare qualcosa che mi aveva emozionato, ma non ce n’era mai il tempo, e dovevo rinunciare”, racconta. Così Maya ha avuto l’idea di sperimentare una formula di viaggi che riuscisse a conciliare le sue due passioni e oggi conduce i componenti dei suoi gruppi alla scoperta di luoghi dal grande fascino in modo inedito, “armandoli” di carta, penne a china e acquerelli per fermare le immagini e le emozioni attraverso il disegno e i colori.

Il risultato finale? Un carnet di viaggio che permette di riportare a casa un ricordo tangibile e carico di emozioni e sensazioni.

“Amo anche la fotografia – racconta Maya – ma l’esperienza del carnet di viaggio è diversa. Il viaggio continua anche quando si è fatto ritorno a casa, perché si completano le pagine con gli ultimi dettagli, si incollano biglietti, foglie e tessuti raccolti durante il percorso, si realizza la copertina. E non solo: a distanza di mesi, quando si riguardano i disegni sul carnet, si torna in quell’atmosfera, si risentono i suoni e i profumi che c’erano quel giorno nell’aria. Disegnare un luogo ti porta a viverlo più intensamente, a farlo entrare dentro di te.”

Dimenticate allora selfie frettolosi davanti a ogni paesaggio, monumento o tramonto: per vivere un luogo Maya invita a usare tempi rilassati e soprattutto i propri occhi, osservando ciò che si ha intorno con attenzione: chi impara a osservare impara a disegnare.

Oggi gli itinerari proposti da Maya fanno parte del pacchetto di proposte di Avventure nel Mondo e comprendono Marrakech, Katmandu, Bali, Giordania e Cambogia; sul sito del tour operator sono definiti “per artisti” ma la visione di Maya di Giulio del concetto di artista non è quella canonica. “Il target dei miei viaggi è composto sia da chi sa già disegnare che da persone che preferiscono un tipo di viaggio più lento rispetto a quelli tradizionalie che si ritrovano, poi, a mettersi in gioco provando a disegnare, trascinati dalla grande energia collettiva che si crea” spiega. Ma non solo: disegnare è fare anche un viaggio diverso, dentro se stessi, risvegliando una creatività sopita e vincendo la propria timidezza. “All’inizio del viaggio faccio una lunga chiacchierata con il mio gruppo, spiegando tecniche e materiali, ma soprattutto lo sprono a cercare soggetti che li emozionino e poi a mettersi in gioco, a provare, senza preoccuparsi di come sarà il disegno: non è importante il risultato stilistico, le cose che contano sono il piacere della scoperta, l’energia collettiva, la condivisione e l’emozione nel guardare i propri disegni a lavoro finito. Infatti uno dei momenti più belli del viaggio è quello in cui, l’ultimo giorno, ciascuno assembla il proprio carnet con tutti i disegni fatti costruendo una sorta di fisarmonica e osservo i loro volti felici e soddisfatti. Per me è una gioia anche venire a sapere che dopo il viaggio un componente del gruppo si iscrive a una scuola di disegno: mi piace l’idea di aver contribuito alla scoperta di una passione e alla voglia di coltivarla.”

Una passione che spesso i compagni di viaggio continuano a coltivare anche ripetendo l’esperienza con altre mete “per artisti”, come conferma Maya: “Molte persone che hanno partecipato a uno dei miei itinerari hanno deciso di sperimentare anche gli altri tour che propongo; sto valutando infatti anche l’inserimento di altre mete, ma non è facile, perché voglio selezionare località in cui ci siano cose da vedere e tempo di fermarsi. Incoraggio anche coloro che hanno qualche remora a viaggiare senza compagnia: dico loro di partire, perché viaggiando con il proprio carnet non si è mai soli”.

Quali sono gli strumenti che serve portare con sé per un’avventura di questo tipo? Quali sono le tecniche che Maya suggerisce?

“La cosa più facile è partire dal disegno fatto di getto con una penna a china indelebile e colorare poi il tutto con gli acquerelli. In seguito, quando avranno preso dimestichezza con gli acquerelli, potranno anche, se vorranno, dimenticare la penna a china e usare solo il colore. L’acquerello, secondo me, è la tecnica più congeniale per vivere questa esperienza” spiega Maya. “Per quanto riguarda gli strumenti, nei miei viaggi mi trovo ad accompagnare sia persone che già dipingono che principianti. I primi non hanno bisogno di consigli, ai secondi suggerisco alcuni strumenti di base: una scatolina di acquerelli Cotman, leggera, comoda da portare con sé; penne a china usa e getta della Micron, oppure, in alternativa, anche una normale penna a sfera nera; pennelli acrilici con una buona punta, di diversi formati, piccoli, medi e grandi. Ho sperimentato anche i pennelli con serbatoio, proposti da diverse aziende, molto comodi da portare in giro perché eliminano anche la necessità di avere sempre con sé l’acqua. Naturalmente poi ciascuno può portare e sperimentare ogni strumento che gli consenta di lasciare il segno sulla carta e l’offerta è molto ampia, con pastelli acquerellabili, ad olio e colori di tutti i tipi. In questo periodo per esempio sto sperimentando i pastelli Woody di Stabilo.

Woody di Stabilo

Per quanto riguarda la carta io suggerisco di portare la classica Fabriano F4 ruvida. Non è propriamente una carta per acquerello, ma va bene per i nostri scopi: ha un peso limitato, quindi è comoda da portare in giro, e si piega con facilità. Questo torna molto utile quando al termine del viaggio si realizza la composizione a fisarmonica che raccoglie tutti i disegni creati lungo il viaggio, piccoli o grandi che siano”.

Strumenti per il disegno semplici, essenziali e basici, voglia di mettersi alla prova, scenari di grande suggestione: ingredienti semplici per risultati di grande poesia.

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