Avvistati trenta dinosauri a Roma!

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Quando nel 1993 nei cinema arrivò Jurassic Park, il film diretto da Steven Spielberg e ispirato al romanzo di Michael Crichton, quei dinosauri costruirono un immaginario collettivo che per molti non esperti di paleontologia è difficile da correggere o rimuovere. Eppure quel film era zeppo di imprecisioni scientifiche, se non di veri e propri voli di fantasia: quelli che comparivano come Velociraptor erano in realtà dei Deinonychus antirrhopus, animali simili ma molto più grandi dei primi. Sostituzione comprensibile: un Velociraptor delle dimensioni reali (poco più di un metro) avrebbe scatenato molto meno panico. Al Dilophosaurus viene attribuita la capacità di poter sputare del veleno per annientare gli avversari, tuttavia non c’è alcuna prova che fosse in grado di farlo. Inoltre gli studi nel campo della paleontologia hanno chiarito molti aspetti (ad esempio il colore e il piumaggio) solo in tempi più recenti.

Per fortuna, per chi avesse voglia di ristabilire qualche punto fermo con maggiori fondamenti scientifici, a Roma, negli spazi dell’ex Caserma di Via Guido Reni (di fronte al Museo MAXXI) è possibile fare un viaggio nell’epoca giurassica.

I trenta esemplari a dimensione naturale animati con la tecnologia animatronica sono stati realizzati seguendo le indicazioni di un team di paleontologi e replicano accuratamente non solo l’aspetto degli originali ma anche le movenze e i comportamenti. permettono a grandi e bambini di lanciarsi in un viaggio nel tempo tornando nell’Era Mesozoica e attraversando il periodo Triassico, Giurassico e Cretaceo in cui la Terra era dominata dai dinosauri.
Le creature sono state progettate e costruite sulla base delle indicazioni di un team di paleontologi: grazie al loro lavoro è stato possibile riprodurle fedelmente non solo nell’aspetto, ma anche nei movimenti e nei “comportamenti”.

Il percorso, all’interno del Guido Reni District, si può visitare il percorso con audio e video guide o si può prenotare una visita guidata da paleontologi pronti a raccontare curiosità e particolarità in grado di arricchire ancora di più la visita.

Bisogna però affrettarsi: la mostra è visitabile fino all’11 marzo.

 

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