Giocare per crescere e per divertirsi

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Può essere allora il momento giusto per qualche riflessione sul gioco, o meglio su come le mamme interpretano il gioco. Una ricerca DoxaKids, realizzata per Fisher-Price su un campione di 400 mamme (età media di 34 anni) prova a rispondere ad alcune delle numerose domande che i genitori si pongono su questo argomento. Per esempio: perché i bambini preferiscono alcuni giochi ad altri? Cosa significa che alcuni bimbi si divertano solo nel gioco autonomo e non con amichetti? E poi, la domanda delle domande: qual è il valore pedagogico del gioco?

Interessanti i risultati: il 43% delle mamme coinvolte considera il gioco essenzialmente divertimento, ma sempre connesso con una dose di educazione per la crescita (42%); a seguire ‘gioia’, ‘creatività e ‘fantasia’ indicate da circa 1 mamma su 3. Per le mamme, il valore del divertimento nel gioco si incrementa dopo il compimento del primo anno (33% fino a 1 anno, 52% 1-3 anni), mentre il valore della ‘crescita’ resta costante all’aumentare dell’età ed è un elemento particolarmente di rilievo per le mamme di femmine (46% rispetto al 38% indicato delle mamme dei maschi).

A dare qualche altra interessante indicazione è la dottoressa Elena Urso, pedagogista: “fondamentale è la libertà di sperimentare, di giocare da solo o in gruppo, di dimostrare interesse per una cosa e indifferenza per un’altra, di usare un giocattolo secondo il proprio criterio. La libertà di seguire un tempo interiore nella scoperta dei giochi e del loro utilizzo. E’ attraverso questa libertà che il bambino può avere l’opportunità di conoscere se stesso, di imparare cosa gli dà piacere e cosa fastidio, cosa gli procura gioia e cosa delusione. E sempre attraverso questa libertà potrà permettersi di cambiare idea!”

Una posizione che alleggerisce le mamme da una delle ansie più comuni: proporre sempre giochi, attività e stimoli nuovi, scegliendo quali siano i giochi più adatti ai propri bambini. L’atteggiamento giusto, suggerisce ancora Elena Urso, è un altro: “un gioco che piace ai genitori è un ottimo veicolo di conoscenza per grandi e piccoli ma ciò che hanno bisogno i bambini è sentire prima di tutto che genitori hanno voglia di condividere con loro quel momento” .

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