Come ti cambio la casa…con gli strumenti giusti!

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Andrea Castrignano, interior designer per passione, autore di programmi tv e best seller sulla casa nonché blogger: “Un lavoro che mi permette di essere anche un po’ psicologo: aiuto chi ha capito che la casa è davvero il luogo che ti rappresenta e migliorandone l’immagine puoi dare una svolta anche alla tua vita”.

Andrea Castrignano, oggi 48 anni, si forma come grafico pubblicitario e parte per gli Stati Uniti dove studia design a Miami. «Avevo studiato per ciò che forse era esattamente la mia strada e me ne accorsi nel ‘97 quando tornato in Italia mi sono inserito in una società di intermediazioni immobiliari. Mentre trattavo il mercato del mattone mi accorgevo di quanto fossero belle certe case e che in me era più forte l’istinto di rinnovarle».

Andrea ha proseguito con la vendita di immobili, alternandola al ruolo di interior decorator a fianco degli architetti durante gli interventi di ristrutturazione, fino al servizio di restyling chiavi in mano. Poi l’exploit televisivo con l’ideazione del programma “Cambio Casa – Cambio Vita” e l’inizio della sua nuova vita come interior designer e consulente a tutto tondo.

Ora, dopo molti anni di esperienza, è un professionista affermato e di successo, che ci racconta di un’attività complessa, ma anche stimolante e in piena ascesa. Da novembre parte infatti un nuovo format televisivo che lo vedrà impegnato in un altro docu-reality, stavolta a fianco di uno chef stellato, dove dice: «Per la prima volta avviciniamo l’interior design al food unendo due eccellenze del “buon gusto”, che caratterizzano il nostro made in Italy».

Pennarello a doppia punta, una a scalpello e una fine, intercambiabili. È disponibile in 214 colori, compreso il Blender per creare sfumature. Distribuito in Italia da Mundel.

Perché hai scelto di occuparti di case?

In realtà si tratta di una scelta istintiva. Forse complici anche i mattoncini Lego con cui giocavo da bambino, ogni immobile di charme che vedevo poteva essere valorizzato proprio come una bella donna che diventa più affascinante quando si trucca e si veste con eleganza. Dopo tanta gavetta sul campo, insieme all’esperienza ho costruito anche il mio studio. E passati diversi anni, ho deciso di inventarmi una professione tutta mia, quella che racconto nel mio programma – oggi stiamo girando l’ottava edizione che andrà in onda su La5 il prossimo anno – in cui si vede davvero chi sono e quello che faccio.

 

Chi sono i tuoi clienti?

Persone che hanno voglia di cambiare look alla propria abitazione ma non sanno come fare. Vogliono renderla speciale ma sono anche consapevoli che una ristrutturazione è un processo complesso, che ha bisogno di una regia competente.

Un metro pieghevole in legno.

Gli italiani amano il fai da te, ma per fortuna in questo caso molti si accorgono di aver bisogno di supporto…

Per fortuna sì! E infatti si rivolgono a me perché mi conoscono guardandomi in tv e sanno come lavoro.

Qual è il tuo approccio al progetto?

In primo luogo, incontro i clienti di persona, visito con loro l’immobile e mi faccio spiegare i loro desideri mentre, con la macchina fotografica, documento lo spazio da sistemare. Una volta analizzati tutti gli elementi formulo le proposte di interior tradotte su supporto cartaceo, che sottopongo ai clienti».

(I cosiddetti “mood board”, fascicoli che contengono suggerimenti sulla disposizione degli spazi, scelte d’arredo, finiture, colori e materiali ndr).

Poi si passa ad una delle fasi più importanti, quella che aiuta loro a prendere una decisione: la virtualizzazione del cambiamento, ovvero i render che mostrano il risultato finale del progetto con dettagli estremamente realistici. Solo dopo l’approvazione della proposta virtuale posso passare a realizzarla e a stabilire il budget.

Indicata per messa in squadro di muri, porte e finestre, posa di controsoffittature e tramezzi, carta da parati, piastrelle e decorazioni, installazioni elettriche e idrauliche, installazione di cucine, mobili e sanitari.

Quali sono le qualità essenziali poter diventare un interior designer?

Passione per questo lavoro, immaginazione, capacità di entrare in sintonia col cliente e grande disponibilità. E poi essere aggiornati sui trend e la produzione viaggiando molto, visitando fiere e studiando la stampa di settore.

Il mio compito è indagare nella psiche di chi abiterà quella casa per guidare le sue scelte nella giusta direzione e risolvere l’incertezza, magari di una coppia che non è d’accordo su nulla, e far si che si trasformi in emozione dell’abitare. La nostra consegna è chiavi in mano, ci occupiamo cioè di tutto anche gli accessori. Ma il filo conduttore di tutto sono sempre i colori e le emozioni che suscitano.

Che peso hanno gli strumenti sul tuo lavoro nel tuo lavoro?

Quelli tecnologici sono molto importanti e fanno parte della buona riuscita di un progetto. Il mio compito è quello di utilizzare ognuno per lo scopo giusto. Dallo smartphone, su cui annoto tutto, alla macchina fotografica, che mi consente di fare i frame utili del prima e del dopo, fino alla ripresa video, con cui poi posso raccontare in 50 minuti quello che è accaduto in mesi di lavoro e di studio. Per questo mi affido ai programmi di render che permettono di trasformare le mie idee in animazioni da mostrare ai clienti sul mio tablet, altro strumento indispensabile, per comunicare l’avanzamento delle scelte.

Ma fondamentali sono anche le tradizionali attrezzature per prendere le misure: dal metro al laser fino ai colori. «Per quelli mi affido alla mazzetta NCS e alla cartella “I colori di Andrea” realizzata con Covema Vernici e che riprendo su carta con i pennarelli Copic, con cui realizzo i miei moodboard».

C’è anche una borsa che Andrea si porta dappertutto, una cartella in cuoio arancione che è diventata un simbolo della sua trasmissione. «Un modello da uomo di Prada che ho acquistato nel 2005 e che ormai è la mia inseparabile compagna di lavoro. Lì c’è abbastanza spazio per mettere tutto!».

C’è tra quelle fatte una casa che ti rappresenta di più?

L’Atelier di via Durini, inaugurato nel 2015, è sicuramente identificativo del mio modo di lavorare.

Intervieni anche su progetti non tuoi?

Sì, si chiama operazione di relooking e fa parte dei nostri servizi; anch’essa chiavi in mano. Adoro fare anche quello e rispondo con piacere a chiunque voglia sistemare anche solo una parte del proprio appartamento. Un assaggio lo potrete avere nel nuovo programma “Aiuto…arrivano gli ospiti”, in cui mi occuperò di dare nuovo smalto a una zona giorno rimasta incompleta per consentire alla padrona di casa di ricevere con un’accoglienza perfetta e di cucinare una cena altrettanto impeccabile.

Qual è la tua più grande soddisfazione?

Quando, a fine lavori, il cliente mi chiama e mi racconta di come si trova a suo agio nella sua nuova casa. Felice perché tutto gli somiglia: è stato scelto con attenzione e riflette proprio la “sua” identità e le sue esigenze.

Com’è la casa ideale?

In occasione del Fuorisalone 2017 ho realizzato nel mio quartier generale di via Adige 11 a Milano “PRE-FABulous”: una villa di 200 mq che rappresenta la mia idea di casa da sogno. Un involucro abitativo basato su criteri di eco-sostenibilità, design, comfort e tecnologia, e con il quale ho voluto sdoganare il concetto di sistema prefabbricato dandone un’interpretazione inedita e contemporanea.

(sara gecchelin)

 

 

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