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Nastri, biglietti & pacchetti…quando il contenuto passa in secondo piano!

Che si tratti del Natale o di un compleanno non è importante, quello che conta è che il regalo che vogliamo fare alla persona cara venga impacchettato a regola d’arte. E lo dice anche la scienza!
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The woman is glad to get a gift wow pop art comics retro style Halftone. Imitation of old illustrations. Emotion is the reaction of the holiday

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Il confezionamento di un regalo, l’incarto, l’involucro dice molto di quanto teniamo alla persona alla quale rivolgiamo il nostro regalo. Non necessariamente deve essere qualcosa di prezioso e costoso, ma il fatto che sia pensato e grazioso dimostra la cura che abbiamo messo nel farlo.

L’incarto genera sorpresa, protegge il contenuto fino a quando non viene consegnato ma costituisce anche il primo impatto emotivo con l’oggetto stesso.

E’ dimostrato che un packaging ben costruito influenza scientificamente l’umore di chi sta scartando il dono, migliorandolo ed inducendo un atteggiamento più positivo. Se poi guardiamo agli ultimi trend in fatto di packaging design e marketing, la tendenza è quella di cercare di conferire quasi una “unicità” alla confezione, che renda in questo modo l’esperienza individuale il più possibile unica e personale.

L’attimo prima di scartare un regalo è un momento meraviglioso, pieno di aspettative: migliore è l’incarto, migliore sarà la percezione del suo contenuto!

Quanto più il packaging è personalizzato sulla persona e l’occasione, e maggiore sarà il suo successo, lo sanno bene aziende multinazionali come ad esempio la Coca Cola o la Ferrero – Nutella che recentemente hanno addirittura consentito di personalizzare le confezioni di un prodotto alimentare di largo consumo. Un bella confezione diventa essa stessa contenuto da conservare e riutilizzare, comunica il valore di un gesto ancor più di quello reale di un oggetto. Un regalo pensato, confezionato con cura, magari con qualche elemento personalizzato risulta spesso più gradito di uno costoso consegnato in modo impersonale.

Maestri in questo campo si dimostrano i giapponesi, per loro il confezionamento dei doni è una vera e propria forma d’arte! Accanto al tradizionale Furoshiki si possono trovare confezioni abbellite dai coloratissimi e, allo stesso tempo, delicati nastri adesivi in carta di riso chiamati Washi Tape.

…from Japan with love…

Il Furoshiki è un tipico involucro quadrato di stoffa, tradizionalmente utilizzato in Giappone per trasportare vestiti, bentō, regali e altri piccoli omaggi. La tradizione giapponese infatti, vuole che ogni dono sia adeguatamente avvolto e presentato in una carta (orikata) o in un tessuto (furoshiki) in segno di umiltà e sollecitudine nei confronti del destinatario. Un ulteriore strumento fondamentale per il confezionamento moderno dei pacchetti è il Washi Tape. Il Washi, (chiamato anche carta giapponese), è un tipo di carta utilizzata  per l’appunto in Giappone: si tratta di carta fatta a mano, di buona consistenza, resistente e traslucida. La buona robustezza permette a questa carta di essere utilizzata in molte applicazioni, quali ad esempio le arti tradizionali giapponesi Origami, Shodo e Ukiyo-e. Ed ecco da dove nasce il Washi Tape, un nastro adesivo di carta, che può essere di innumerevoli colori e fantasie, perfetto per personalizzare tutto ciò che ci passa per la testa, come ad esempio biglietti di auguri e pacchetti regalo.

Di grande importanza risultano anche i biglietti d’auguri e le etichette. Una breve frase scritta su un bigliettino può infatti racchiudere un pensiero speciale da dedicare alla persona che riceverà il nostro regalo. Al giorno d’oggi siamo abituati a privilegiare le email ed i messaggi telefonici perché pensiamo sempre di avere poco tempo. Tuttavia è sempre bello aprire un biglietto e ritrovare la calligrafia frettolosa di un amico, leggere il proprio nome sul pacco e sentire che quell’augurio è dedicato a noi soltanto. L’etichetta spesso può sostituire il classico biglietto. Vengono legate al pacchetto e possono essere il luogo originale dove scrivere gli auguri e qualcosa in più sul contenuto del regalo.

Di idee per realizzare un packaging originale e d’effetto ce ne sono tantissime. In cartoleria si possono trovare ad esempio carte regalo ad effetto lavagna da utilizzare anche come biglietto d’auguri o bellissime carte da origami, per costruire piccoli cigni o girandole da legare al nastro che chiude il pacchetto. Fondamentali nastri e nastrini, in tessuto, cotone e perché no, anche di lana. Sempre con i nastri si può giocare ritagliando al loro interno delle scritte o dei simboli grafici: in questo modo si crea un effetto molto carino e poco visto. Esistono inoltre dei deliziosi timbri, reperibili ormai in quasi tutti i negozi di cartoleria ben forniti, da utilizzare ogni volta che si avrà bisogno di marchiare l’etichetta o il biglietto d’auguri con una voce precisa.

Allora, spazio alla fantasia e lasciamo che il nostro pacchetto regalo racconti una storia a chi lo riceve!

 

Una curiosa indagine...
gift in his hand a small box pop art comics retro style HalftoneDaniel Howard, professore che si occupa di marketing alla Southern Methodist University di Dallas, ha condotto uno studio nel 1992 secondo cui consegnare o mettere sotto l’albero di Natale un dono incartato a regola d’arte permette di valorizzare di più il contenuto della confezione. L’attenzione che, inconsciamente, dedichiamo alla carta regalo ha un’origine un po’ complicata, e probabilmente il piacere di scartare un dono deriva soprattutto dai nostri ricordi. L’azione di aprire i pacchetti crea infatti un segnale visivo che viene associato ai momenti felici – o della nostra infanzia o di una ricorrenza speciale – e per questo il nostro umore migliora e abbiamo un atteggiamento più positivo verso ciò che accade intorno. Howard ha perciò condotto una serie di esperimenti su studenti universitari per verificare la propria ipotesi secondo cui il pacchetto è in grado di influenzare l’umore di chi riceve un regalo. Uno dei test ha coinvolto 45 ragazzi, invitati a valutare un dono ricevuto su una scala da 1 a 9. Anche se gli studenti erano convinti di dover valutare il regalo vero e proprio, in realtà la loro risposta è stata influenzata dal modo in cui il regalo – un copri sellino da bicicletta – era presentato. La metà dei soggetti ha ricevuto il regalo nel solo sacchetto trasparente dell’azienda produttrice, e ha valutato il dono con un punteggio medio di 6,06. All’altra metà degli studenti l’oggetto è stato impacchettato accuratamente (con molta attenzione alla piegatura della carta) e in quel caso il punteggio medio è salito al 7,14. In un altro esperimento, 82 studenti universitari hanno ricevuto lo stesso regalo, la metà impacchettato e la metà senza confezione regalo. Quando agli studenti è stato detto che il regalo non era per loro, allora non ci sono state differenze di valutazione tra i due regali. Al contrario, quando gli studenti stessi erano i destinatari, l’apprezzamento era maggiore se c’era anche il pacchetto. Un terzo esperimento invece ha testato se la qualità (percepita) della carta da imballaggio avesse un’influenza sull’apprezzamento del regalo. A 60 studenti è stato perciò chiesto di confrontare diverse opzioni di packaging, dai pacchetti tradizionali a quelli decisamente meno convenzionali. In ordine crescente di gradimento, i peggiori sono stati quelli non incartati del tutto, seguiti da quelli impacchettati con una carta marrone scuro e senza fiocchi, mentre i più apprezzati sono stati quelli con pieghe fatte bene e fiocchetti. C’è però un’eccezione: secondo una ricerca molto più recente condotta in una scuola di management di Yale, le conclusioni di Daniel Howard sono vere se si considerano regali apprezzati anche nel contenuto! Se il dono vero e proprio non piace, infatti, un pacchetto ben fatto crea ottime aspettative che poi vengono deluse. In particolare, più il pacchetto è curato e accresce la curiosità, maggiore sarà lo scontento del destinatario quando si accorgerà di aver ricevuto un dono indesiderato!

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