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Sicurezza giocattoli: le nuove linee guida

L’Unione europea (UE) conta circa 80 milioni di bambini di età inferiore a 14 anni e approssimativamente 2.000 aziende, operanti direttamente nel settore dei giocattoli e dei giochi. Una nuova direttiva aggiorna le norme sulla sicurezza dei giocattoli e attribuisce un ruolo fondamentale a operatori economici e organi di controllo per tutelare meglio i bambini
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Hand schreibt "Take no risk!" auf Tafel mit Kreide
Hand schreibt "Take no risk!" auf Tafel mit Kreide
Chi acquista un giocattolo ha un solo scopo: far felice un bambino. Per far sì che i nostri bambini siano sempre più protetti, l’attuale normativa europea e nazionale in tema di sicurezza dei giocattoli è particolarmente attenta e stringente, e prevede obblighi e responsabilità per tutti gli “operatori economici” (fabbricanti, importatori e distributori) del settore dei giocattoli. Mentre i fabbricanti sono responsabili della sicurezza dei propri prodotti, gli importatori, i distributori e le autorità nazionali svolgono un ruolo nel garantire che i giocattoli venduti nei negozi europei soddisfino tutti i requisiti di sicurezza.

Fondamentale è assicurare che le norme e i requisiti di sicurezza rimangano al passo con le ultime tendenze del settore dei giocattoli, specialmente considerato lo sviluppo costante di nuovi materiali e processi di produzione. Inoltre, negli ultimi anni, decine di milioni di giocattoli prodotti in paesi asiatici (l’80% dei giocattoli venduti in Italia è fabbricato in Cina) sono stati richiamati perché presentavano rischi sotto il profilo della sicurezza, nonostante nel 2008 sia stato raggiunto un accordo comunitario con Usa e Cina per migliorare la tracciabilità dei prodotti e innalzare gli standard di sicurezza.

CE ZeichenIl punto sulla normativa

La sicurezza e la salute dei consumatori più piccoli erano già garantite dalla direttiva comunitaria n. 378 del 1988, che si applicava al giocattolo inteso come “qualsiasi prodotto concepito o manifestamente destinato ad essere utilizzato a fini di gioco da parte di bambini di età inferiore ai 14 anni”. La nuova direttiva 2009/48/CE (recepita dal decreto legislativo n. 54 del 2011), in vigore dal 20 luglio 2011, rafforza le disposizioni esecutive e i requisiti di sicurezza già esistenti, garantendo ai bambini i massimi livelli di protezione. Vediamo gli aspetti innovativi:

Per l’impiego delle sostanze chimiche nei giocattoli, sono state introdotte norme specifiche per le sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (Cmr).

Viene inoltre introdotto il divieto d’uso o l’obbligo di etichettatura per alcune sostanze allergizzanti e alcune fragranze nei giochi cosmetici.

Sono stati aggiornati i requisiti relativi alle proprietà elettriche, nonché alle proprietà fisico-meccaniche, per quanto riguarda i rischi di soffocamento per inalazione e per ostruzione delle vie aeree. Ad esempio, il rischio di soffocamento per inalazione di piccole parti era in precedenza disciplinato solo per i giocattoli destinati a bambini di età inferiore ai 36 mesi, mentre con la nuova direttiva queste norme vengono estese a tutti i giocattoli destinati a essere portati alla bocca, indipendentemente dall’età.

Particolare attenzione è stata posta alle avvertenze da apporre sul giocattolo quando contenuto o abbinato a un prodotto alimentare. In particolare, gli attuali obblighi di chiarezza e leggibilità vengono integrati con ulteriori restrizioni relative agli utilizzatori (per esempio, l’età minima e massima e l’abilità dell’utilizzatore). Inoltre, i giocattoli devono essere isolati dall’alimento mediante un opportuno imballaggio e non possono essere commercializzati separatamente dall’alimento stesso.

Vengono rafforzati gli obblighi di vigilanza del mercato delle autorità di controllo nazionali, conferendo alle autorità preposte alcuni poteri specifici, come ad esempio il diritto di accesso ai locali degli operatori economici.

Altri aspetti innovativi riguardano la documentazione che i fabbricanti e gli importatori di giocattoli devono tenere a disposizione delle autorità di vigilanza ai fini del controllo. Pertanto, il fascicolo tecnico deve contenere, oltre alla descrizione dettagliata della progettazione e della fabbricazione, anche dati sulle sostanze chimiche forniti in apposite schede tecniche di sicurezza, per ognuno dei componenti e per tutti i materiali utilizzati nella produzione del giocattolo. La documentazione tecnica deve altresì essere corredata dai risultati dell’analisi dell’eventuale pericolosità dei giocattoli, così da fornire alle autorità di vigilanza una base affidabile per la valutazione del rischio.

La rintracciabilità del prodotto deve essere sempre possibile: ciascun fabbricante deve assicurare che il giocattolo da lui prodotto possa essere identificato. Quindi sul giocattolo o sul suo imballaggio, in maniera visibile, leggibile e indelebile, devono essere apposti il nome e/o la ragione sociale e/o il marchio, nonché l’indirizzo del fabbricante o del suo mandatario o del responsabile dell’immissione sul mercato della Comunità europea, anche in forma abbreviata purché consenta una identificazione semplice e agevole.

Viene confermata la norma che prevede l’apposizione della marcatura CE sul giocattolo o sull’imballaggio oppure, nel caso di giocattoli di piccole dimensioni, su un’etichetta o su un foglio informativo. Nel contempo, qualora la marcatura apposta sul giocattolo non sia visibile dall’esterno dell’imballaggio, viene introdotto il nuovo obbligo di apporre sempre la marcatura CE sull’imballaggio stesso.

I giocattoli devono essere muniti, prima dell’immissione sul mercato, del marchio di conformità CE che concretizza la loro conformità alle disposizioni delle presenti direttive. Deve essere costituito da una sigla dalla grafia unica e apposto dal fabbricante o dal suo mandatario nella Comunità. È possibile apporre sul giocattolo qualunque altro marchio, a condizione che quest’ultimo non possa essere confuso con il marchio di conformità. Gli Stati membri emanano delle sanzioni nel caso in cui questi costatino che il marchio CE è stato apposto indebitamente.

Per ciò che riguarda l’Italia, attualmente, spetta al Ministero dello Sviluppo economico il compito di vigilare e di garantire la sicurezza del consumo, attraverso interventi sui prodotti immessi sul mercato o importati dagli Stati extracomunitari che, nei casi di dubbia conformità della merce, vengono sottoposti a fermo doganale. Inoltre, cura le relative segnalazioni sul sistema comunitario Rapex e adotta gli eventuali provvedimenti di ritiro dal mercato per i prodotti non conformi e pericolosi.

Obblighi del distributore

Il controllo sulla sicurezza dei giocattoli impone agli operatori economici l’obbligo generale di commercializzare esclusivamente prodotti che non arrechino danni agli acquirenti. Sono previsti espressamente obblighi anche per i distributori, oltre che per produttori e importatori.

In particolare, il distributore:

ha l’obbligo di immettere sul mercato comunitario solo giocattoli conformi, verificando che rechino la marcatura prescritta, che siano accompagnati dai documenti prescritti e da istruzioni e informazioni sulla sicurezza almeno in lingua italiana. Così facendo, il distributore si fa “garante” della corretta condotta di fabbricante e importatore; se ritiene o ha motivo di credere che un giocattolo non sia conforme ai requisiti, non mette il giocattolo a disposizione sul mercato fino a quando non sia stato reso conforme. Inoltre, quando un giocattolo presenta un rischio, il distributore ne informa il fabbricante o l’importatore, nonché il Ministero dello Sviluppo economico, indicando i dettagli relativi alla non conformità e qualsiasi misura correttiva adottata.

Gefahr, Gefahrenstelle #140812-svg12Sanzioni

Ovviamente, per chi non rispetta le prescrizioni, sono previste sanzioni penali e amministrative. Se l’autorità di vigilanza vieta l’immissione sul mercato o la circolazione sul territorio nazionale di un giocattolo e ne ordina il ritiro o il richiamo, il distributore che non rispetta tale decisione è punito con l’arresto da sei mesi a un anno e con l’ammenda da 10.000 a 50.000 euro.

Il distributore che mette a disposizione sul mercato un giocattolo privo di marcatura CE o delle avvertenze è soggetto alla sanzione amministrativa da 1.500 a 10.000 euro. Mentre, il distributore che non esibisce, su richiesta, all’autorità di vigilanza le informazioni relative agli operatori economici che gli abbiano fornito un giocattolo o che non conserva tali informazioni per un periodo di dieci anni dalla fornitura, è soggetto alla sanzione amministrativa da 2.500 a 10.000 euro.

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