Punto di Vista - Febbraio 2014

I “social” e l’autopromozione

Noi, Facebook e la cartoleria
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teresa 2Durante i mesi scorsi abbiamo più volte ribadito, confortati dai dati di mercato, così come dalle ultime evoluzioni del settore che la rete non ucciderà i punti di vendita tradizionali, ma che, casomai, l’una aiuterà gli altri (e viceversa). Per ora l’atteggiamento più comune è quello di guardare in rete e comprare fisicamente, anche se questa bilancia mostra una tendenza ad invertire i pesi, peraltro ancora tutta da dimostrare. Così, per incontrare questa nuova esigenza, il negozio tradizionale deve cambiare e il suo ambiente tramutarsi in una sorta di ibrido, grazie anche a speciali touchscreen, totem o app dedicate a informare sulle promozioni e a illustrare le varietà dei prodotti. Intanto il Wi-Fi gratuito per tutti i clienti incoraggerà a usare il proprio smartphone senza problemi di rete e le nuove frontiere della realtà aumentata porteranno il prodotto a contatto virtuale con il cliente, e perfino con l’ambiente in cui dovrà essere collocato. L’acquisto, più che mai reale, avverrà dunque in uno spazio nuovo, in un mondo a metà tra il digitale e il reale. Questa tendenza chiede però un nuovo impegno da parte dei commercianti: “farsi trovare” nel mondo virtuale e “farsi apprezzare” nel mondo reale. Come? Qui entra in gioco un’altra dimensione che si può sintetizzare con la massima “la conversazione è l’anima del commercio”. Il fine delle nuove strategie di comunicazione nel punto vendita è trasformare la frequentazione del proprio negozio in una esperienza unica, ricca di suggestione e degna di essere raccontata e consigliata agli amici. Se soddisfatto, infatti, il cliente diventa protagonista attivo anche nella promozione del negozio: perché a tutti noi piace, oggi, mostrare orgogliosamente su facebook i nostri ultimi acquisti, o cinguettare su Twitter la nostra soddisfazione per la bella esperienza in questo o quel punto vendita. Il mondo della recensione è il nostro pane: dove possiamo mostrarci tanto entusiasti, quanto spietati, in una mutevolezza quasi capricciosa. Quando compriamo, valutiamo un prodotto come insieme di tanti aspetti: il consumatore premia, infatti, sempre di più, offerte non omologate, in grado di suscitare il suo interesse informato, ed è sempre più lontano dalla fascinazione dei vecchi messaggi pubblicitari. Il social diventa quasi l’ossatura dell’autopromozione a patto che si sia in grado di rispettare interamente le aspettative. Due facce della stessa medaglia, oppure chiamiamola “moneta”; quella che serve per comprare, o per vendere.

E voi cosa ne pensate?

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