Punto di vista - Novembre 2013

Stili di vita

Il consumatore: andata e ritorno
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Vi ricordate i bazaar?
Senza andare troppo indietro nella memoria, rispondevano al concetto di offrire tutto ciò di cui il consumatore avesse  bisogno, specialmente in quelle fasce merceologiche dove la distribuzione tradizionale non aveva individuato una capacità di specializzazione a causa dei più disparati motivi. Si tratta di realtà ancora esistenti nel nostro Paese, specialmente nei centri abitati di dimensioni ridotte. Considerati ormai una forma quasi arcaica e, comunque, superata di offerta commerciale, meritano invece una rivisitazione. Anche perché una cosiddetta rivisitazione l’hanno già avuta, contestualmente ad una rivalutazione. E mi riferisco ai concept store che altro non sono che un modo nuovo per riproporre in chiave “moderna” e più o meno camuffata ciò che un tempo era il bazaar. Con una diversità fondamentale. Nel concept store non si spara a caso come nel bazar, ma si cerca di seguire il fil rouge dei desideri di un certo tipo di consumatore. Quest’ultimo, nel visitare il negozio, non avrà solo l’obiettivo dell’acquisto, ma anche l’opportunità di vivere un’emozione determinata dall’ambiente che lo circonda. I colori, i suoni e l’offerta commerciale estremamente targettizzata faranno sì che il consumatore si sentirà talmente coccolato da aderire alla proposta commerciale e  dare luogo all’atto di acquisto. Se il bazar era per tutti, il concept è per una determinata fascia molto precisa di acquirenti, che, però, non può fare a meno di visitare il punto di vendita. Questa è una riflessione che può essere anche considerata come punto di ripartenza per far sì che, finalmente, dopo tanti mesi di pessimismo si arrivi a vedere il bicchiere mezzo pieno. In cartoleria bisogna nuovamente raccontare la persona, il suo ambiente e le sue abitudini. Lo stile di vita diventa protagonista. L’attenzione non sarà più focalizzata unicamente sul prodotto come sola fonte di attrazione del possibile compratore, ma sarà proprio il compratore stesso ad esserne protagonista. Il comparto cartoleria fa gola a tanti grandi protagonisti della grande distribuzione, non solo despecializzata. Pensate che è notizia di questi giorni che Ikea stia facendo dei test per introdurre i prodotti di cartoleria all’interno dei propri magazzini già dall’inizio del prossimo anno. E proprio Ikea è stata una delle prime catene e a mettere al centro del proprio mondo la persona ed i suoi bisogni. La cartoleria, questo patrimonio lo ha nel proprio DNA e gli spazi ridotti dei punti di vendita al dettaglio non devono essere presi come scusante dietro cui nascondere indolenza e mancanza di ispirazione. Coinvolgete il vostro visitatore, fatelo protagonista e i risultati non tarderanno a venire.

E voi cosa ne pensate?

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