Punto di vista - Settembre 2013

Domanda e offerta che si incontrano

Le “chicche” e la cartoleria
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Il fascino del riciclo non è mai stato così forte come adesso. Supportato dai mass media, reso un bene necessario dalla contingenza, stimola comunque la creatività e la progettualità. Se non si vedono più fogli appallottolati nel cestino della carta straccia, ormai sembrano superati anche i tempi delle penne usa e getta. Ma a tutto c’è un limite, e quel che non può più avere il proprio ruolo primitivo e viene gettato dalla porta della scrivania, vi rientra dalla finestra. Sì, perché nell’ultimo periodo abbiamo notato come proprio la creatività degli oggetti di cartoleria nasca dagli sfridi o dai rifiuti a fine vita della stessa. Moduli continui, copertine di quaderni e blocchi usati, avanzi di cartone, tutto concorre a creare oggetti di uso comune riveduti e “corretti” in chiave di design personalizzato per la propria scrivania. Sono tante le persone che si cimentano nell’esercizio di realizzare tali oggetti sia per autoconsumo, che con un fine commerciale. E qui nasce il problema: troppo artigianale la manifattura per interessare una realtà industriale, molto spesso la filiera si interrompe proprio in questo punto. Ma se di industrializzazione non si può parlare, si può invece scommettere nella collaborazione tra artigiani e cartoleria. Quest’ultima, si sa, spesso non ha la capacità di acquistare direttamente dal produttore a causa di minimi di acquisto troppo elevati, problema che nel caso della commissione del lavoro ad uno dei nostri artigiani-designer viene automaticamente superato. Con qualche vantaggio in più. Reperire sul mercato prodotti originali consente alla cartoleria di distinguersi dalla concorrenza presente sul territorio, fare vetrina e proporsi in maniera sempre innovativa. Certamente non ci si illuda che con questi prodotti si faccia “fatturato”, ma essi assolvono molto bene alla funzione di aumentare il traffico in cartoleria. Inoltre, trattandosi di prodotti che non registrano la presenza di omologhi sul mercato di massa, il prezzo di vendita può rappresentare una variabile interessante. Un’altra considerazione riguarda la filosofia del punto di vendita che può essere maggiormente esplicitata proprio grazie e a questo tipo di prodotti. E qui la fantasia non ha limite, poiché abbiamo notato come gli artigiani siano capaci di esprimersi come designer, ma anche come difensori strenui dell’ambiente, come creativi, nonché in qualità di veri e propri inventori. Insomma ce n’è proprio per tutti i gusti e per tutte le tasche. A questo punto: “dove?” mi chiederete. Seguiteci sul sito e sulle pagine della rivista e noi vi condurremo per mano.  Perché questa potrebbe essere una delle vie future della cartoleria.

E voi cosa ne pensate?

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