GIOCATTOLI

Quercetti, una Tradizione che si rinnova

Generazioni intere hanno liberato la propria fantasia e creatività con il gioco dei chiodini di Quercetti&C. Non per altro, ma il chiodino quest’anno compie sessant’anni di onorato servizio, e non cede alla concorrenza digitale, conservando tutto il suo fascino. Ora anche sugli adulti…
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Alberto Quercetti

E il chiodino diventò adulto…Nato da un brevetto francese degli anni quaranta, trapiantato in Italia tre anni dopo la nascita di Quercetti, il chiodino più famoso del mondo è stato l’antesignano della percezione del pixel. Modernissimo nella sua concezione, cavalca ancora l’onda del successo grazie alla sua semplicità e alla continua ricerca di soluzioni di gioco innovative. Ne abbiamo parlato con Alberto Quercetti, Titolare e Responsabile Prodotto dell’omonima azienda torinese.

Forti di una storia di oltre mezzo secolo, guardiamo al futuro: cosa state preparando per il sessantesimo compleanno del chiodino Quercetti?
Raggiunti sessant’anni, e non sto scherzando, abbiamo ritenuto che i tempi fossero maturi perché il chiodino diventasse adulto. Tanto che stiamo lanciando due prodotti nuovi proprio rivolti ad un target di pubblico adulto. Abbiamo battezzato questa proposta Pixel Art e lo riteniamo un po’, con una citazione cinematografica, un “ritorno al futuro”, ovvero partendo dalle origini vogliamo costruire il nostro futuro.

Quali sono le origini del chiodino?
Il brevetto è francese e risale alla fine degli anni quaranta. L’origine tecnologica è senz’altro la scomposizione dell’immagine proveniente dalle tecniche di stampa. Questa scomposizione la decliniamo attraverso chiodini di soli sei colori differenti. Si tratta di una nostra caratteristica alla quale vogliamo rimanere legati e sulla quale vogliamo continuare a costruire la nostra differenziazione di prodotto rispetto ad altre aziende presenti sul mercato. E’ l’occhio che, posto ad una certa distanza dalla realizzazione dell’immagine, attraverso i chiodini di  colori differenti deve provvedere a miscelare le tinte così da percepire la sfumature.

Nella parola “Art”, colgo una creatività guidata…
Abbiamo ritenuto che per avvicinare, o riavvicinare, l’adulto al mondo del chiodino la possibilità di andare a comporre immagini artistiche rappresentasse una buona attrattiva. Certo si tratta di una creatività guidata che porta però a realizzare opere molto belle in un lasso di tempo decisamente contenuto. Nell’ordine delle tre o quattro ore.

Una bella differenza rispetto al puzzle che possiamo considerare,in qualche misura, un prodotto parallelo.
Senz’altro sì. E non deve spaventare il numero di chiodini contenuto in ciascuna confezione che nei due modelli proposti ne contiene rispettivamente 7.200 o 10.800. La ricerca del pezzo corretto da comporre è semplice e le opere sono talmente belle che una volta eseguite si posso appendere in casa come elemento decorativo.

Vi è un target privilegiato di consumatore?
Direi proprio di no. Questo è un cosiddetto prodotto dedicato al segmento 9 – 99. Ovvero cerchiamo di essere più trasversali possibile sia come età che come sesso.

E i nativi digitali come reagiranno?
Siamo assolutamente convinti che anche per i nativi digitali ci sia bisogno di un esercizio di manualità reale e la nostra proposta in questo è molto valida.

Il chiodino comunque si presta alla trasformazione in applicazioni creative digitali. Pensate di andare anche in questa direzione?
E’ un’ipotesi che comunque stiamo valutando.

Come si presenta il gioco?
La scatola ha delle dimensioni contenute di circa 30 x 20 cm, per cui può essere distribuita anche da punti di vendita di piccole dimensioni. E’ stata altresì riservata un’attenzione particolare ai contenuti “verdi” della confezione che è realizzata in cartone riciclato.

Quali saranno i canali di distribuzione?
La cartoleria sicuramente, la grande distribuzione sia specializzata che generalista e poi stiamo indagando anche canali alternativi.

A livello di comunicazione cosa state facendo per sostenere il lancio del prodotto?
E’ importante il rapporto con la carta stampata e poiché vogliamo legare il nome del prodotto all’arte contemporanea stiamo organizzando un evento a Torino che ci permetterà di esprimerci in questo senso.

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