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Metti una matita in vetrina

Faber4Art
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di Teresa Magretti
Sono sempre più frequenti le occasioni di incontro tra Faber-Castell e l’arte, non solo vissuta come risultato di un’applicazione degli strumenti messi a punto dalla storica azienda tedesca, ma anche come cornice di incontro culturale con addetti ai lavori e non. Obiettivo: fidelizzare il consumatore, ribadire la missione della multinazionale e dimostrare praticamente tutte le possibilità di espressione offerte da pastelli, gessetti, acquerelli, matite….

Siamo a Milano, nel cuore di Brera, il quartiere che ospita la storica Accademia delle Belle Arti: per antonomasia, la zona degli artisti. Proprio in via Brera siamo ospiti di Pellegrini, punto di vendita di riferimento del capoluogo milanese per le belle arti. Qui la vetrina è tutta dedicata alle opere di Antonio Bencich artista di origine piemontese che, attraverso uno stile che azzarderemmo a definire pop-metafisico, predilige il soggetto delle matite. Quale occasione migliore per Faber-Castell quella di “sposare” questo artista per dar voce alla voglia di cultura dell’azienda. Non solo a Milano, come spiega Marco Colombo, Amministratore Delegato di Faber-Castell.

Come nasce il connubio tra arte e Faber-Castell?
Si tratta di un legame che è sempre stato nel nostro DNA e che ora vogliamo maggiormente esplicitare innanzitutto per affermare i quattro valori fondamentali sui quali si fonda la nostra missione che sono la qualità, la professionalità, l’innovazione e la creatività e l’etica. Il nostro è un marchio che segue l’individuo dall’età prescolare attraverso poi tutta la vita professionale e adulta ed è proprio su questa seconda fascia di età del nostro bacino di utenza che stiamo in questo modo investendo. Per fare qualche esempio ci sono mercati, come quello statunitense, e non solo – in questo momento mi viene in mente anche l’Indonesia – dove la creatività per adulti ci sta dando grandissime soddisfazioni. Creatività che abbiamo pensato di esplorare in tutto il suo percorso: dalla matita al computer.

Un salto abbastanza ampio…
Forse meno distante di quanto si pensi, perché molto spesso anche i progetti più evoluti nascono da uno schizzo realizzato a mano libera con l’ausilio di una matita

E qui in vetrina, nella vetrina di Pellegrini, ne vediamo tante sia realizzate nelle opere di Antonio Bencich che in mostra negli astucci e cassette Faber-Castell. Come si inquadra questa operazione nella vostra politica di marketing?
Il nostro progetto – che abbiamo battezzato “FABER4ART” proprio per sottolineare questo forte legame – è quello di portare l’arte in vetrina coinvolgendo cinque artisti diversi in altrettante città italiane: Milano, Torino, Bologna, Firenze e Roma. Vogliamo in questo modo fare da talent scout per artisti non professionisti attraverso una vetrina che ci consenta di migliorare la comunicazione e le tecniche di utilizzo dei nostri prodotti. Lo scopo ultimo, ovviamente, è la fidelizzazione del consumatore.

Come avete scelto gli artisti?
Li abbiamo selezionati in base alle tecniche di prodotto. Antonio Bencich che espone a Milano realizza matite sia con la tecnica della pittura a olio che in scultura con il legno e non potevamo non coinvolgerlo. Elena Monaco disegna  in bianco e nero, Davide Vecchiato è un fumettista, Marco Mazzoni e Cristina Jotti puntano su ritratti e soggetti figurativi. Per ognuno è stata creata una vetrina ad hoc in grado di mostrare al pubblico cosa è possibile realizzare con i nostri prodotti. Come vede la libertà di tema ha permesso agli artisti di esprimersi al meglio.

Il progetto Faber4Art  è coordinato a livello europeo?
In questa dimensione per il momento è solo italiano, anche se noi lavoriamo a stretto contatto con la casa madre in Germania dove la sensibilità in campo artistico è molto elevata. Altri Paesi come la Francia e la Spagna ci stanno seguendo su questa strada. A livello mondiale invece ci sono Paesi come Corea e Indonesia dove il nostro marchio è molto forte e dove sono state fatte opere colossali anche di venti metri di lunghezza come la riproduzione della Cappella Sistina.

Avete già dei primi risultati di questo vostro impegno nell’arte?
I risultati sono incoraggianti anche dopo avere introdotto i nostri prodotti in libreria dove vengono proposti a libero servizio.

Per l’attuale campagna scuola avete ideato qualcosa di particolare?
Sempre con lo scopo di avvicinare il più possibile i consumatori e spiegare al meglio tutte le potenzialità dei nostri prodotti, su ogni confezione di matita acquerellabili abbiamo apposto un codice QR che permette di scaricare on line un corso di pittura, semplice, ma completo per scoprire l’utilizzo specifico del prodotto. E’ così che pensiamo di contribuire a far crescere gli artisti in erba. Sempre vicini al nostro marchio.

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