DESIGNER

Sogni di carta

Atelier Carta Bianca
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di Chiara Italia

Una grande passione per la carta, il desiderio di lavorare in proprio e un serbatoio di idee che non aspettano altro che di prendere forma: l’Atelier Carta Bianca di Chieri, in provincia di Torino, propone una lavorazione quasi sartoriale di oggetti, realizzati con curiosità, precisione e un pizzico di follia

Quando ci si reinventa lo si fa riscoprendo le proprie risorse migliori, attingendo al pozzo dei desideri e facendo coincidere i propri talenti coi propri valori. L’Atelier Carta Bianca è nato circa quattro anni fa da un’idea di Federica Masini, architetto, che un bel giorno ha deciso di abbandonare l’attività professionale per cominciarne una più compatibile con le esigenze familiari. «Prima lavoravo come libera professionista nel campo dell’architettura, poi è nata mia figlia – che ora ha quattro anni – e ho deciso di cominciare a proporre questo tipo di lavorazioni con la carta. Nel giro di due anni l’attività è diventata un vero lavoro che consiste nella progettazione e nella realizzazione di manufatti di carta». Un’attività inizialmente realizzata in collaborazione con location e wedding-planner per l’organizzazione della grafica di eventi: «dalla partecipazione alla cerimonia nuziale, il libretto della messa e tutto quello che è il ricevimento, inviti, etichette per indirizzi o calligrafia per buste esterne, mappe, programmi cerimonia, sacchetti per il lancio del riso, tableau-mariage, segnatavoli, menù, segnaposti, biglietti di ringraziamento, packaging personalizzato per bomboniere, confetti e regali». Attività in breve tempo cresciuta anche grazie alla partecipazione a fiere come Macef a Milano, e Operae a Torino, la mostra mercato di design autoprodotto, «occasioni in cui è stata ampliata la gamma delle proposte con una linea di oggetti per il complemento di arredo».

Carta: il fascino di un materiale antico e moderno al tempo stesso
Ma perché la carta? «Ho frequentato il liceo artistico e poi architettura», racconta Federica Masini, «e mi capitava spesso di usare la carta per dipingere e per realizzare dei modelli architettonici di studio». Un materiale povero, ma che può essere allo stesso tempo anche pregiato e che non finisce di affascinare; antico e moderno, e che non esclude l’uso di altri materiali, anche se provengono da ambiti completamente diversi: «in generale mi piace recuperare materiali poveri che hanno usi industriali o agricoli, restituendo loro un’altra vita». E tra le carte utilizzate, Federica Masini è appassionata un po’ da tutte, da quelle pregiate della Cartiera Cordenons, con spessori importanti per la realizzazione di packaging, ai cartoncini francesi della Cartiera Paudice, fino alle carte povere, quasi industriali, tipiche di una lavorazione un po’ più artigianale.

La gamma dei «sogni»
Oggetti e manufatti, o sarebbe meglio definirli «sogni»: sì perché non c’è limite alla creatività e se esistesse un catalogo di tutte le possibili realizzazioni, esso conterrebbe solo la risposta alla domanda: «dimmi che sogno hai e ti realizzerò quello che vuoi». Una creatività che ha «carta bianca» per poter progettare senza dover fare mille compromessi. Progetti realizzati, quindi, su commissione: «La mia specialità è personalizzarli, anche nella realizzazione dei prototipi, creando linee che abbiano in comune la grafica o il materiale usato, in modo che tutto ciò che viene proposto faccia parte di una piccola collezione, e nel caso di un evento risulti riconoscibile».

«Garden on your desk»
Vi sono anche alcuni oggetti progettati specificatamente per la mostra «Writing on your desk», quindi più vicini al mondo Stationary: il primo è un piccolo giardino per la scrivania, appunto «Garden on your desk», nelle tre versioni con l’orto, prato e il giardino, per il quale è stato utilizzato un portauovo come vasetto, ed è stata costruita intorno una casa che contiene il kit per potersi seminare il proprio orto da scrivania.

E l’agenda smontabile…
Il secondo è un’agenda smontabile, composta dell’agenda mensile, la rubrica dei contatti, una terza parte da scarabocchiare e infine l’agenda settimanale: il tutto tenuto insieme da un anello metallico che si può aprire decidendo così di usare solo la parte che interessa. Per questa agenda sono stati usati dei cartoncini francesi colorati in pasta, gli stessi con cui sono stati realizzati dei block-notes con un particolare sistema di rilegatura: una molla a trazione tenuta insieme da un elastico, dimostrando come si possa usare un oggetto in maniera innovativa estrapolandolo dal suo contesto.

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