Società e Internet, Facebook in cartoleria

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di Ada Guglielmino

Facebook e i social network sono solo per ragazzini smanettoni?
La loro popolarità può essere utile anche per il negozio di cartoleria?
Siamo di fronte all’ennesima bolla che si sgonfierà tra qualche mese?
Come trasformare i clic virtuali in acquisti reali?
GEC lo ha chiesto a chi ogni giorno costruisce visibilità e reputazione per imprese in queste nuove piazze virtuali

Davide Licordari 29 anni, di mestiere fa il social media strategist, ovvero “organizzo piani di comunicazione strategica per conto di aziende sui social media: Facebook e Twitter soprattutto”. In un mondo dominato dal marketing, e in cui la continua e martellante esposizione a messaggi pubblicitari ha abbassato la soglia di interesse del consumatore/cliente, il tassello dei social network sta diventando sempre più importante. Perché è il terreno su cui nasce e cresce il passaparola dei giorni nostri e la piazza virtuale in cui comunicare e dialogare direttamente con i propri clienti. E questo non riguarda più solo le grandi aziende che possono investire budget importanti, ma anche il “piccolo” che può far da sé.

Quali possono essere i vantaggi per una piccola attività, come quella del negozio di cartoleria?
Paradossalmente chi è “piccolo” ha più vantaggi di chi è “grande”. Innanzitutto perché costa molto meno di altre forme di pubblicità e ovviamente si rivolge ad un pubblico di un certo tipo, quello che non si intercetta con il volantino, per esempio: tutti gli under 30 sono su Facebook. Nel settore della cartoleria si parla di prodotti concreti, che si vendono tutti i giorni e su cui si può fare comunicazione in modo efficace. Iniziare è molto semplice: si apre una pagina (e non un profilo personale, vedi box) che funga da vetrina. È come un sito web, ma più facile da gestire perché è tutto pronto, non è necessario un lavoro di grafica, non c’è bisogno del programmatore. Su Facebook è sufficiente scrivere e avere la voglia di farlo. Se costruito con cura e lungimiranza può diventare uno spazio di dialogo con i clienti o potenziali tali.

Pubblicità a costo zero?
In parte sì. Perché si può fare da soli, con la propria testa e il proprio tempo. È sufficiente un’ora al giorno e non di più, per essere presenti in modo facile e senza particolari competenze tecniche. Trasformando la presenza su Facebook in un canale per far sapere di un nuovo arrivo in negozio, di promozioni o eventi. Lo stesso titolare può costruire qualche iniziativa ad hoc. I clienti si ritrovano in questo spazio, e proprio per le caratteristiche dei social network e le interazioni tra le persone, possono arrivare anche nuovi clienti.

Quando si parla di Facebook si è impressionati dai numeri: un miliardo di iscritti sono davvero tanti…
I grandi numeri di Facebook a volte sono uno specchietto per le allodole, proprio per le piccole attività è meglio avere 200 clienti che ti conoscono e ti seguono, che non 5000 che non ti conoscono.

Quali risultati e con quali tempi?
Soprattutto all’inizio bisogna avere tempo e voglia, e non aspettarsi risultati in pochi giorni. Esattamente come nella vita reale, anche su Facebook bisogna “coccolare” i clienti. Uno strumento è la promozione mirata, che consente anche di conoscere l’utilità  di una iniziativa e valutarne la risposta. E anche in questo caso il costo zero permette di aggiustare la rotta per il futuro. Non bisogna però aspettarsi miracoli: i tempi sono lunghi e difficilmente misurabili, ci possono volere anche due anni, ma non bisogna dimenticare che nei prossimi  4-5 anni questo mondo diventerà la televisione del futuro, succederà tutto qui.

Qualche “istruzione per l’uso” per chi vuole provare da solo?
Curare l’aspetto della pagina, mettere una bella foto del negozio come copertina, chiamare la pagina in modo chiaro, compilare tutte le informazioni richieste. Le foto sono gli elementi che attraggono di più per il meccanismo di visualizzazione, i testi devono essere concisi e avere un tono leggero e amichevole, stiamo parlando a nome di un negozio: giovanili sì, ma senza essere esagerati. E offline far sapere che siamo su Facebook, con un cartello esposto nel punto vendita, inserendo una scritta nello scontrino, e magari dando un motivo per cui collegarsi: vi rispondiamo se ci fate domande, faremo delle promozioni. Rispondere sempre ai commenti, anche se negativi, e alle richieste, anche quelle più strane.
[box title=”Dal profilo personale alla pagina per il business” color=”#af54ee”]Perché non posso utilizzare il mio profilo Facebook per promuovere la mia attività?
La risposta arriva direttamente da Facebook che nella sezione Assistenza spiega che le Pagine hanno funzionalità progettate in modo specifico per le aziende, i marchi e le organizzazioni. In ogni caso, prima di avviare una Pagina è necessario avere un proprio profilo personale, il primo passo per entrare in quello che viene considerato “il terzo paese più popoloso al mondo”. Virtuale, ma sempre più importante anche per il mondo reale. [/box]
E volendo affidarsi a un professionista?
Bisogna tenere conto del curriculum della persona, dell’esperienza. Il costo può partire da qualche centinaio di Euro al mese, ma dipende molto dall’impegno richiesto.

Finora abbiamo parlato di Facebook. Ci sono altri social utili?
La mia esperienza dice di no per la piccola attività e almeno all’inizio. Altri social si possono usare a livello personale, come passione ed esercizio. Twitter necessita di un aggiornamento maggiore e il lavoro si moltiplica. Pinterest, per la condivisione di foto, in Italia non ha ancora un numero elevato di utenti. In più Facebook è più capillare, gli altri meno. Però può essere il passo successivo, se moltiplicare gli sforzi non diventa troppo complicato.

 

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