Ingegneria ludica

Legozio, costruttori di idee

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Giorgio Andreani

di Chiara Italia

Nato quasi per scherzo, a Garbagnate Milanese c’è un luogo interamente dedicato al mondo delle costruzioni Lego. Più che un negozio… è un Legozio, un paradiso per appassionati, collezionisti, bambini e curiosi che potranno immergersi in una dimensione fantastica in cui le idee possono prendere forma con semplice creatività, un po’ di pazienza, tanta fantasia, e avendo a disposizione solo tanti mattoncini colorati

Giorgio Andreani

Sembra di entrare nel set di un film di animazione: a destra un veliero transoceanico, a sinistra un ponte ad arco e un’enorme portaerei che occupa un intero piano di appoggio. E poi animali, dinosauri, per non parlare di automobili di tutti i tipi, sulle relative piste da corsa, sembra quasi di vederle sfrecciare a tutta velocità. Sì, perché qui le categorie della ragione lasciano spazio a quelle della fantasia, e danno corpo a figure uniche e irripetibili, tutte fatte di costruzioni Lego. Creatori di questo paradiso dell’ingegneria ludica, probabilmente unico al mondo, sono Giorgio Andreani e Maurizio Moneta, che ci raccontano come è nato il Legozio.

Nato quasi per scherzo..
«È successo la scorsa estate», racconta Giorgio Andreani. «Dopo la nascita di mia figlia Elettra, ho avuto l’esigenza di liberare la mansarda, in cui conservato tutta la mia collezione di Lego di cui sono appassionato fin da piccolo. Abbiamo un’attività informatica, ed è capitata l’occasione di prendere un negozio più grande, proprio dirimpetto al nostro, dove quindi ci siamo trasferiti con l’attività. Avendo tempo sei mesi di disdetta per liberare il vecchio negozio, ho pensato di utilizzarlo temporaneamente per riporre le costruzioni Lego. Ma la vetrina, che è piuttosto importante, ha cominciato ad attirare gente, che passava e chiedeva se le costruzioni fossero in vendita. Da lì a poco ci siamo accorti che qualcosa di interessante stava accadendo, perché arrivavano persone appositamente con domande o richieste particolari. E a un certo punto qualcuno deve avere detto:
– Ma è un Legozio! -. E così è cominciata questa nuova avventura: abbiamo bloccato la disdetta e abbiamo deciso di investire in questa attività».

Strumenti per dare forma alle idee
Un negozio quindi solo ed esclusivamente di Lego ma non per la vendita vera e propria, ma per esporre e mostrare cosa si può fare con le costruzioni Lego. «Accanto alla vendita delle scatole, per chi le vuole, vendiamo idee, set realizzati da noi non di scatole Lego            

La vetrina di Legozio – Garbagnate (Mi)

esistenti, ma assolutamente uniche e inventate: per San Valentino, per esempio, abbiamo realizzato i due cuoricini con due personaggi Lego, maschietto e femminuccia, oppure realizziamo cornici, portapenne. La nostra vera passione è vendere idee», racconta Andreani con entusiasmo. E ovviamente, come in ogni paradiso che si rispetti, è possibile trovare “tutto quello che non avreste mai immaginato”, ovvero il Libro delle idee per costruire qualsiasi cosa, il Lego proibito e i prodotti Mindstorms per inventarsi i robot. In poche parole «abbiamo tolto il coperchio dalla pentola e stiamo facendo bollire l’acqua».

La passione di creare ciò che non esiste (ancora)
L’attività quindi in breve tempo si è gonfiata di possibilità, che i due soci hanno colto al volo: «abbiamo esposto al Mexpo, la fiera del Natale a Malpensa fiere, ed è andata molto bene, abbiamo avuto lo stand riempito di bambini, collezionisti; poi siamo riusciti a diventare diretti rivenditori di Lego Italia con cui collaboriamo strettamente, poi ancora ci hanno invitato a Ludica, e abbiamo già in calendario un intenso programma di fiere». Una passione condivisa dai bambini, ovviamente, ma soprattutto dai collezionisti, che rappresentano 70% dei clienti: «infatti stiamo facendo rinascere la voglia di riutilizzare le costruzioni Lego non solo come scatola tematica, ma come modellismo, dando vita a quello che era realmente il sogno del signor Lego: fornire un’occasione per stimolare la fantasia e creare quello che non esiste».

Strategie di marketing: poco Web, ma molto Social
Ma quali sono stati e sono tutt’ora i canali per parlare, comunicare, attivare questo tipo di clientela, tra l’altro anche così eterogenea come età? «Strumenti promozionali come fa la GDO non ne abbiamo usati», racconta Andreani, già esperto di Web marketing. In questo caso la scelta si è concentrata, invece, sul canale dei Social Network, che permette di comunicare in tempo reale coi clienti e quindi di evolvere rapidamente: «L’evoluzione è la pioggia di idee che ci arriva, anche dai clienti, tramite network, su Facebook (www.facebook.com/Legozio) siamo arrivati a 2000 mipiace. Abbiamo un pubblico che ci tempesta di domande di richieste, e accogliamo volentieri e rapidamente le idee spontanee dei nostri clienti e quelle che ci sembrano attinenti le adottiamo subito. A clienti fedeli dedichiamo ogni tanto qualche promozione, per esempio regalando ai primi 1000 una mini figures (un omino della Lego a scelta), ma di base la nostra idea è che le costruzioni Lego sono prodotti di qualità e non devono essere svenduti».


Quando il problema non è il prezzo ma il pezzo
Come per altre forme di collezionismo, anche qui c’è la ricerca del pezzo introvabile, ecco perché al Legozio si possono trovare anche i pezzi singoli, divisi per categoria e per colore: «un lavoro colossale titanico di cui siamo orgogliosi e che dà un plus in più, dà molto spessore anche a chi vuole realizzare un suo set». E anche le scatole acquistano valore col tempo, soprattutto quelle di difficile reperimento. «Ecco perché per il nostro pubblico non è un problema di prezzo ma è un problema di avere quel pezzo».

[box title=”Non svendere un prodotto di valore” color=”#2f4ef3″]Creatività, idee innovative, e l’attenzione al post vendita sono tre punti cardine che muovono l’attività e regolano la rotta. «È importante per esempio capire come si è trovato il cliente, quali difficoltà abbia avuto, quanto tempo abbia impiegato: in altre parole accompagnarlo in questa avventura, che è anche la nostra». Che è la scelta di fare di più per il cliente, piuttosto che fargli pagare di meno: «Per rito e consuetudine non pratichiamo offerte o sconti, perché se un bene ha un valore non bisogna svenderlo per la paura di non venderlo», conclude Andreani. Un prodotto senza concorrenza, per ora, «ma che sarebbe anche utile che ci fosse per dare ulteriore valore e avere nuove idee: noi italiani siamo un popolo di inventori, di artisti, ed è un peccato non sfruttare queste nostre doti»[/box]

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