Sicurezza dei Giocattoli

Il cartolaio in prima linea

Produttori, importatori, distributori, ossia chi immette sul mercato un giocattolo e rappresentanti autorizzati sono tutti soggetti che devono operare per la salvaguardia del consumatore finale. La novità consiste nel fatto che per la prima volta in una Direttiva comunitaria vengono indicati gli obblighi che fanno capo ai distributorii, cartolai compresi
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La Direttiva è entrata in vigore il 20 luglio 2009 ed è stata recepita dal Governo italiano con il Decreto legislativo n. 54 dell’11 aprile 2011. Tale Direttiva ha aggiornato e integrato le disposizioni della precedente legislazione tracciando i nuovi obblighi cui gli operatori economici coinvolti hanno dovuto adeguarsi entro il 20 luglio 2001. E veniamo alle principali novità introdotte dalla Direttiva. Senz’altro come primo aspetto va citato l’ampliamento del concetto di giocattolo a una serie di prodotti che, fino all’introduzione della Direttiva, non avevano tale caratteristica precisa. E poi l’allargamento della responsabilità, nella filiera d’immissione dei giocattoli sul mercato, ai distributori, fino ai negozianti, chiamati in causa direttamente per la prima volta. Viene inoltre fatta richiesta ai produttori di un maggior dettaglio nella documentazione tecnica, contribuendo, in tal modo alla rintracciabilità del prodotto e alla lotta alla contraffazione del giocattolo. Non ultima la Direttiva introduce una rivisitazione sull’utilizzo dei materiali e dei limiti imposti. Ma la novità più interessante per i cartolai è senz’altro rappresentata dalla disposizione riguardante i distributori poiché per la prima volta in una direttiva comunitaria di nuovo approccio, basata sulla definizione dei requisiti fondamentali di sicurezza vengono indicati, in una elencazione analitica e dettagliata, gli obblighi che fanno capo ai distributori al fine di garantire la conformità dei prodotti immessi sul mercato. La Direttiva ha inoltre significato dover richiedere anche agli organi di controllo – Agenzia delle Dogane, Guardia di Finanza, Camere di Commercio e Polizia Locale – una più specifica preparazione ai fini di poter adeguare la loro attività alle nuove caratteristiche previste per la maggior sicurezza dei giocattoli. Il campo d’applicazione della direttiva del 2009 sulla sicurezza dei giocattoli figura all’articolo 2. Esso dà una definizione dei giocattoli e determina quindi se un prodotto rientri o meno nell’ambito di applicazione della direttiva: prodotti progettati o destinati, in modo esclusivo o meno ad essere utilizzati per fini di gioco da “bambini di età inferiore a 14 anni”. Rispetto alla direttiva del 1988 sulla sicurezza dei giocattoli, l’unico elemento nuovo è dato dalla formulazione “in modo esclusivo o meno”, che è stata aggiunta per indicare che il prodotto non dev’essere esclusivamente destinato a fini di gioco per essere considerato un giocattolo. Di conseguenza, i prodotti aventi doppia funzione sono considerati alla stregua di giocattoli (ad esempio portachiavi cui è attaccato un orsacchiotto). [box title=”Il mercato del giocattolo” color=”#2d8beb”]Se il 2011 si era chiuso con un bilancio che faceva registrare per il settore del giocattolo italiano un -3 per cento, contro un dato positivo del 3 per cento positivo che riassumeva i valori dei principali Paesi europei, i dati parziali per il 2012 lasciano ben sperare indicando un contenuto – 2,2 per cento su un mercato che complessivamente vale circa 1.700 milioni di Euro. Tale trend accomuna un po’ tutti i principali mercati europei con la sola eccezione della Germania che registra un +4,7 per cento, mentre, per contro, il mercato statunitense fa segnare un calo del 6,2 per cento. Il dato di raffronto 2011 su 2010 è la risultante di un calo del numero dei pezzi venduti e di un aumento del prezzo medio di acquisto. Questo diverso andamento tra quantità e prezzo è confermato anche dai dati 2012. Sono proprio i giocattoli a minor valore unitario, quelli sotto i 15 euro, a soffrire maggiormente e diminuiscono le vendite principalmente nella grande distribuzione A sostenere il mercato sono ancora una volta i prodotti legati al cinema e alla TV. Svincolato da questo fenomeno risulta essere il settore delle costruzioni che registra valori in crescita per il sesto anno consecutivo. Sono cambiati anche i gusti del pubblico: in tempi di crisi sono preferiti giocattoli che garantiscono una giocabilità rinnovabile come le costruzioni e i prodotti per il disegno o la manualità creativa. Anche i metodi di acquisto sono cambiati: a livello di big five europei si è passati dal 4,8 per cento di acquisti on line del 2009 al 7,9 del 2011.[/box]
La direttiva del 2009 sulla sicurezza dei giocattoli riconosce l’esistenza di una “zona grigia”, per la classificazione dei prodotti in quanto giocattoli. L’allegato 1 della direttiva del 2009 riporta un elenco non esaustivo di esempi di prodotti considerati giocattoli ma che potrebbero dar adito a confusione. Per maggiore chiarezza li abbiamo riportati nel box qui a seguire. [box title=”Campo di applicazione della Direttiva” color=”#f03314″] • decorazioni e addobbi per festività e celebrazioni; • prodotti destinati a collezionisti adulti, purché il prodotto e il suo imballaggio rechino un’indicazione chiara e leggibile che si tratta di un prodotto destinato a collezionisti dell’età di 14 anni o superiore. Esempi riportati in questa categoria sono: a) modelli in scala fedeli e dettagliati; b) kit di montaggio di dettagliati modelli in scala; c) bambole folcloristiche e decorative e altri articoli analoghi, d) repliche storiche di giocattoli e e) riproduzioni di armi da fuoco reali; • attrezzature sportive, compresi pattini a rotelle, pattini in linea e skateboard destinati a bambini aventi una massa corporea superiore a 20 kg; o biciclette con un’altezza massima alla sella di oltre 435 mm, misurata in verticale dal suolo alla superficie superiore della sella con la sella in posizione orizzontale e regolata con il tubo reggisella posizionato alla profondità minima; • monopattini e altri mezzi di trasporto progettati per lo sport o che sono destinati aessere utilizzati per spostamenti sulla pubblica via o su percorsi pubblici; • veicoli elettrici destinati ad essere utilizzati per spostamenti sulla pubblica via, su percorsi pubblici o sui marciapiedi degli stessi; • attrezzature nautiche da utilizzare in acque profonde e dispositivi per imparare a nuotare destinati ai bambini, come salvagenti a mutandine e ausili per il nuoto; • puzzle di oltre 500 pezzi; • fucili e pistole a gas compresso – eccetto i fucili ad acqua e le pistole ad acqua – e gli archi per il tiro con l’arco di lunghezza superiore a 120 cm; • fuochi d’artificio comprese le capsule a percussione non progettate specificamente per i giocattoli; • prodotti o giochi con dardi appuntiti, quali giochi di freccette con punte metalliche; • prodotti educativi funzionali, quali forni, ferri da stiro o altri prodotti funzionali elettrici alimentati con tensione nominale superiore a 24 volt venduti esclusivamente per essere utilizzati a fini didattici, sotto la sorveglianza di un adulto; • prodotti destinati ad essere utilizzati per scopi educativi nelle scuole e in altri contesti pedagogici sotto la sorveglianza di un educatore adulto, come ad esempio le apparecchiature scientifiche; o apparecchiature elettroniche quali PC e console di gioco usate per accedere a software interattivi e le relative periferiche, qualora le apparecchiature elettroniche o le relative periferiche non siano espressamente concepite per i bambini e ad essi destinate e non abbiano in sé un valore ludico come PC, tastiere, joystick o volanti appositamente progettati; • software interattivi destinati al tempo libero e all’intrattenimento, come giochi elettronici per PC e i relativi supporti di memorizzazioni quali i CD; • succhietti per neonati e bambini piccoli; • apparecchi di illuminazione attrattivi per i bambini; • trasformatori per giocattoli; • accessori di moda per bambini non destinati ad essere usati a scopo ludico.[/box]

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